Maxi truffa da 101 milioni di euro, soldi alle famiglie vicine a Zagaria

Guardia di Finanza arresto

Da questa mattina all’alba i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria in collaborazione con i Comandi della Guardia di finanza di Napoli, Caserta e Salerno, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli D.D.A., hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure coercitive, nei confronti di 63 persone, di cui 48 tratte in arresto.

Gli indagati, in larga parte di Aversa, Parete, San Marcellino, Trentola Ducenta, Casapesenna e Caserta, sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio a vantaggio del clan dei Casalesi. Coinvolte anche persone del napoletano e salernitano.

Secondo gli investigatori, il gruppo camorristico, sarebbe riuscito, per almeno quattro anni a riciclare i soldi provento di attività criminali, attuando una maxi truffa ai danni dello Stato per un importo di 101 milioni di euro.

Sono state individuate 33 società, 44 persone fisiche e ditte individuali che erano destinatari dei bonifici; tramite poi 18 società filtro si trasferivano le liquidità mediante bonifici di minore importo, recuperati in un secondo momento negli uffici postali attraerso numerosi ‘prelevatori’.

Dalle indagini sono emerse somme di circa 55mila euro al giorno, prelevate dagli uffici postali, per un business da 1,6 milioni di euro al mese.

I soldi liquidi in larga parte venivano infine, destinati a sostenere le famiglie dei boss del clan dei Casalesi attualmente  ristretti in carcere. In particolare le operazioni hanno coinvolto gruppi vicini alla famiglia dell’ex capoclan Michele Zagaria detto "capa storta".