Smettere di fumare non è impossibile

sigaretta

La Giornata mondiale senza tabacco indetta dall'Organizzazione Mondiale della sanità lo scorso 31 maggio ha avuto come slogan "Impegnati a smettere", nel nostro Paese l'evento più importante è stato organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità: il XXIII Convegno Nazionale "Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale", realizzato in collaborazione con l'Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri” e la Società Italiana di Tabaccologia. Nel corso del convegno sono stati divulgati i dati dell'ultimo Rapporto sul fumo in Italia. Secondo l'Oms sono oltre 8 milioni le persone che, nel mondo, muoiono ogni anno a causa delle gravi patologie connesse all'uso di tabacco. Il Ministero della Salute sul suo sito scrive che "la maggior parte dei decessi si verifica nei paesi a basso e medio reddito, spesso bersaglio di intense interferenze e marketing dell'industria del tabacco". Secondo l'Oms in tutto il mondo circa 780 milioni degli 1,3 miliardi di consumatori di tabacco affermano di voler smettere, ma solo il 30% di loro  hanno la possibilità di accedere a percorsi che permettano di perdere l'assuefazione. L'OMS mira a convincere 100 milioni di consumatori di tabacco a fare almeno un tentativo per smettere, a tal fine si prevede di creare reti di supporto e aumentare l'accesso ai servizi preposti.  L’OMS ha messo per adesso ha messo a disposizione dei tabagisti un servizio denominato “Florence”: un operatore sanitario digitale, disponibile in inglese 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ciò oltre a dei programmi di supporto su WhatsApp e Viber. L'OMS indica con chiarezza le misure che le singole nazioni dovrebbero adottare, indicazioni spesse volte disattese. Il problema è stato preso in carico anche dalla Commissione Europea che lo scorso 4 febbraio ha presentato il Piano Europeo di Lotta contro il Cancro (Europe’s Beating Cancer Plan) che tra i suoi obiettivi si propone di “realizzare un'Europa senza tabacco”, si punta a far sì che meno del 5% della popolazione ne faccia uso entro il 2040, rispetto a circa il 25% di oggi. Secondo l'Istat in Italia (dati del 2020) il fumo è più diffuso nella fascia di età trai  25 e i 34 anni (24,2%); in particolare, tra gli uomini la quota più elevata si raggiunge tra i 25-34 anni (29,9%), mentre per le donne la fascia di età con la prevalenza più alta è quella tra i 55-59 anni, con una percentuale pari al 21%. Secondo i dati Gyts (Global Youth Tobacco Survey) nel 2018 almeno un ragazzo tra 13 ai 15 anni ha fumato più di una sigaretta negli ultimi 30 giorni, il fumo è più diffuso tra le ra­gazze (23,6%) rispetto ai coetanei maschi (16,2%): entrambi i dati sono in calo rispetto al 2014. Spesso per fonteggiare il tabagismo viene sollecitato l'uso di sigarette elettroniche, tuttavia dal Ministero della Salute fanno notare che  "le evidenze scientifiche disponibili non sono sufficienti a dimostrare che il prodotto sia associato a un’effettiva riduzione del rischio". 

Salvatore Pizzo