Strage di Corinaldo, tra gli arrestati il figlio del boss Di Puorto

ugo di puorto

E' il figlio di Sigismondo di Puorto, ritenuto l'ex numero uno della colonna modenese del Clan dei Casalesi, il capo della banda che è accusata di aver provocato la strage di Corinaldo, il paese della provincia di Ancona dove nella notte tra il 7 e l'8 dicembre morirono sei persone e 59 rimasero ferite. La tragedia avvenne nella discoteca "Lanterna Azzurra", dove si stava esibendo il rapper Sferaebbasta. Qualcuno spruzzò dello spray al peperoncino creando una fuga collettiva verso l'esterno che coinvolse lcentinaia di persone presenti. Gli inquirenti sostengono che a provocare ciò fu una banda di ventenni che compiva questo genere di azioni nelle discoteche del Nord Italia al fine di rubare oggetti alle persone durante gli attimi concitati. In carcere sono finiti Ugo Di Puorto, 19 anni di San Prospero (Modena) figlio di Sigismondo, Andrea Cavallari, 20 anni di Bomporto (Modena), Moez Akari, 22 anni residente a Castelnuovo Ranone (Modena), Raffaele Mormone, 19 anni di San Cesario sul Panaro (Modena), Badr Amouiyah, 19 anni residente a San Prospero (Modena) e Sohuibab Haddada, 21 anni residente a di Bomporto (Modena). Oltre a loro è stato fermato anche il 65enne Andrea Balugani di Castelfranco Emilia, titolare di un esercizio che compra oro e che avrebbe comprato le catenine rubate durante le azioni del gruppo. Sigismondo Di Puorto, detto Sergio,48 anni, di San Cipriano di Aversa è attualmente detenuto per due condanne per associazione camorristica ed estorsione con collegamenti con il clan dei Casalesi, una settimana fa è stato trasferito dal carcere di Voghera ad un carcere in Sardegna. Anche l'omonimo nonno del ragazzo Ugo di Puorto è detenuto agli arresti domiciliari perchè accusato intestazioni fittizie per conto del clan dei Casalesi. Lo zio del 19enne, Pasquale Di Puorto, (fratello di Sigismondo) è detenuto al 41 bis, è ritenuto vicino a Nicola Schiavone (figlio Francesco Schiavone detto Sandokan). Gli indagati sono stati individuati a seguito di una serie di intercettazioni telefoniche.