Romina Del Gaudio, dopo 15 anni il nome del killer dall'esame del Dna

Romina Del Gaudio

Potrebbe essere riaperto il caso di Romina Del Gaudio, la promoter 19enne che sparì da Aversa il 4 giugno del 2004, per poi essere ritrovata morta quattro mesi dopo nel boschetto della Reggia di Carditello a San Tammaro. L’assassino della ragazza, che le tolse la vita a colpi di pistola, non è mai stato trovato, ma dopo 15 anni starebbe arrivando finalmente la svolta. Il nome del killer dovrebbe infatti, emergere dall'esame del Dna, rinvenuto su alcuni reperti sequestrati 15 anni fa. Alla luce dei nuovi importanti elementi investigativi, racchiusi in un fascicolo compilato da un investigatore privato ingaggiato dallo zio di Romina, Ciro Gallo, il pubblico ministero, Gerardina Cozzolino della Procura di Santa Maria Capua Vetere, dovrà decidere, nei prossimi giorni, sulla riapertura del caso.

Il detective privato per scoprire l’identità dell’assassino, ha rintracciando, tra l’altro, anche il titolare di una tessera per l’uso di una piscina privata trovata sul luogo del ritrovamento del cadavere. L’accertamento non era mai stato fatto prima, ma ora il titolare dell’abbonamento potrebbe essere ascoltato dagli inquirenti. L’investigatore ha anche identificato i due uomini a bordo di una Mercedes Classe A, in sosta nei pressi del Parco Pozzi ad Aversa, il giorno della scomparsa. Romina venne vista da un passante, mentre era seduta sulla panchina proprio vicino all’auto, al cui interno, un uomo ed un giovane, litigavano animatamente.

Infine, tra gli elementi raccolti anche la lettera anonima in cui è riportato il numero di targa della vettura, in cui sarebbe stata attirata la vittima prima di sparire dalla città normanna. Dalle indagini del poliziotto privato, il numero di targa è risultato corrispondere a quello di un aversano padre di due figli, della stessa età dell’uomo indicato nella lettera.