Inchiesta Rfi: perquisita la casa della moglie di Schiavone a Casal di Principe

perquisizione domiciliare

I carabinieri di Caserta hanno perquisito l'abitazione di Nicolina Coppola, moglie di Walter Schiavone, boss e fratello del capoclan Francesco 'Sandokan'. L'incursione nella casa della donna, situata in Via Bologna a Casal di Principe, rientra nell'ambito dall’indagine sulle presunte ingerenze della camorra negli appalti banditi da Rete ferroviaria italiana.

Al centro degli accertamenti figurano due imprenditori, Nicola e Vincenzo Schiavone, parenti alla lontana di 'Sandokan'. Informazioni sui legami tra i due manager indagati e la famiglia casalese, sono state rese anche dalla moglie dello stesso 'Sandokan', Giuseppina Nappa.

In particolare, Nicola Schiavone, che negli anni '90 è stato ex assessore alle Finanze della giunta di Francesco Schiavone, omonimo del boss del clan dei Casalesi, fu coinvolto nel processo Spartacus Uno, per poi essere assolto. Da quanto è emerso però, il business men, che da diversi anni si era trasferito a Napoli dove aveva aperto vari uffici di rappresentanza, era legato a 'Sandokan' al punto da battezzare anche il primogenito Nicola.

Proprio dalle dichiarazioni del figlio pentito del boss, sono giunte alcune informazioni che hanno arricchito il fascicolo dell'inchiesta. In particolare, Nicola Schiavone ha indicato i colletti bianchi che avrebbero fatto affari con esponenti della cosca malavitosa relativamente agli appalti di Rfi.

Durante le numerose perquisizioni eseguite in questi giorni tra Roma, Napoli e Casal di Principe, gli investigatori hanno acquisito molti documenti riguardanti gli appalti concessi dalla società, ma hanno anche duplicato gli hard disk dei computer trovati a casa e negli uffici degli indagati. Per il momento le persone coinvolte sono una decina, ma pare che l'elenco sia destinato ad aumentare notevolmente.

L'OMBRA DEL CLAN DEI CASALESI NEGLI APPALTI DELLA RETE FERROVIARIA ITALIANA