Camorra e politica a Sant’Antimo: scarcerato Antimo Cesaro

Antimo Cesaro Luigi Cesaro

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha parzialmente annullato la misura cautelare emessa dal gip di Napoli nei confronti di Antimo Cesaro, fratello del senatore Luigi Cesaro, concedendo gli arresti domiciliari.

Antimo Cesaro fu arrestato lo scorso 9 giugno nell’ambito dell’operazione del Ros denominata "Antemio", riguardante i legami tra politica, camorra e imprenditoria a Sant’Antimo. I carabinieri arrestarono 56 persone,  38 delle quali in carcere e 18 ai domiciliari.

Aniello Cesaro, nel corso dell'interrogatorio di garanzia che ha fatto seguito al suo arresto, ha spiegato ai giudici che sarebbe una vittima del clan Puca, al quale sarebbe stato costretto a versare il "pizzo".

Secondo gli inquirenti, invece, il clan Puca sarebbe stato il "socio occulto" del centro diagnostico di cui è titolare Antimo Cesaro, che - per i pm –  avrebbe realizzato la società direttamente con Pasquale Puca, consentendogli di reimpiegare i proventi delle attività illecite.

Per i fratelli Aniello e Raffaele, coinvolti nella stessa inchiesta, il gip aveva disposto i domiciliari. La Procura di Napoli aveva chiesto anche l’arresto del senatore Luigi Cesaro, non concesso dal giudice per le indagini preliminari.

Nella retata dello scorso 9 giugno, le forze dell'ordine hanno letteralmente azzerato i vertici dei clan Puca, Verde e Ranucci. Per tutti le accuse sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno, corruzione elettorale, estorsione e turbata libertà degli incanti. Nel corso dell'operazione, sequestrati anche beni per 80 milioni di euro.

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