Gennaro della Ragione una vita per la danza

Gennaro della Ragione

Gennaro della Ragione 2Gennaro Della Ragione ha 25 anni e inizia a studiare danza all’età di 9 anni presso una piccola scuola, ma sarà successivamente presso il Centro Danza Sheherazade di Giugliano che Gennaro imparerà la giusta tecnica per far sì che diventi un ballerino professionista. 

Partecipa nel 2007 come danzatore solista per il programma “Una voce per Padre Pio”, realizzato a Pietrelcina ed andato in onda in prima serata su Rai 1. Ha avuto modo di collaborare come professionista in molte scuole di danza e per tante produzioni in Campania esibendosi in teatri come lo storico Politeama e Il Mediterraneo di Napoli. Nel 2018 riceva la sua prima offerta internazionale per Mystic Ballet Company negli Stati Uniti d’America, partecipa poi come danzatore e attore per il videoclip di ‘Parolacce’ il singolo del cantante Sergio Sylvestre. Nell’ottobre del 2019 ritornerà negli Stati Uniti per collaborare con Sonia Plumb Dance Company con la quale si esibirà al festival 5X5 in Hartford, Connecticut. Durante lo stesso periodo collaborerà anche con Dimensional Dance diretta da Ruth Lewis, ex danzatrice dell’American Repertory Ballet. Con Dimensional Dance Gennaro sarà danzatore solista presso The Theatre of Performing Arts in Hartford, Connecticut.
 
Quando hai compreso che la tua vena artistica sarebbe stata la danza?
Credo non ci sia mai stato un momento preciso nella mia vita in cui mi sono accorto di sentire il bisogno di danzare, da quello che ricordo, e dai racconti dei miei genitori, ho sempre danzato ovunque e comunque sin dalla nascita. Il momento in cui mi sono accorto di voler studiare danza sul serio è stato durante un corso di piscina che frequentavo da piccolo all’età di 8 anni circa, l’unica cosa che mi interessava fare era lanciarmi dal trampolino come in un salto, volendo imitare i danzatori professionisti che vedevo in Tv; è stato allora che i miei genitori hanno deciso che forse era arrivato il momento di iniziare a studiare seriamente. La danza è qualcosa che credo sia nata con me, ho sempre sognato di vivere di quest’arte.
 
Quali sono le maggiori problematiche che incontra un danzatore nel 2020?
Essere un danzatore oggi non è semplice, credo non lo sia mai stato. Chi sceglie di diventare un danzatore professionista trasforma la propria dedizione in mezzo di sussistenza. Non importa se il direttore della compagnia è uno psicopatico o se i colleghi sono noiosi o se la platea è vuota, il danzatore professionista ha l’obbligo di impegnarsi sempre con serietà. Il problema più grave è sicuramente il poco interesse istituzionale verso l’arte della danza, i tagli finanziari ai teatri, infatti, comportano una grave perita di riferimenti culturali per noi giovani, quindi spesso gli artisti del nostro paese sono costretti ad andare altrove.
 
Qual è lo stile nel quale ti senti di essere maggiormente espressivo?
Ho studiato la maggior parte degli stili e amo la danza in tutte le sue sfaccettature. Lo stile in cui mi rivedo maggiormente è il Contemporary Ballet, una fusione oserei dire tra il contemporaneo e la danza classica. 
 
Secondo te, quali sono le qualità che un giovane danzatore dovrebbe possedere per diventare degno di questo nome?
Un giovane danzatore deve avere sicuramente una grandissima passione e tanto spirito di sacrificio. Ho visto tante persone che hanno creduto troppo poco in loro stessi e hanno ceduto dopo pochissimo tempo pur avendo grandi possibilità. La danza non è un hobby, e non lo sarà mai, richiede una costanza e una dedizione che non ti permettono di prendere quest’arte alla leggera. Serve tanto studio e intelligenza, solo chi veramente vuole farcela alla fine riesce, io ci sto credendo e lo farò sempre per raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato.
 
Cosa dici a chi ha ancora pregiudizi sui ragazzi che sognano di diventare ballerini?
Non credo ci sia tanto da dire, credo siano anacronistici, e che la danza è un’arte e l’arte non fa distinzioni, ma purtroppo non tutti sono in grado di comprendere un ragionamento così sottile. L’arte della danza ti forma fisicamente e mentalmente, ti cambia la vita e ti migliora, quindi non c’è alcun motivo per il quale una persona debba sentirsi giudicata per voler intraprendere questo percorso unico. 
 
Quale è il più grande sacrificio che hai fatto per inseguire il tuo sogno?
Ci sono tanti sacrifici lungo il percorso di un danzatore che vuole vivere di danza, da piccolo credi che conciliare la danza con gli impegni scolastici sia un grosso sacrificio ma con il passare degli anni realizzi che non è così, che i veri sacrifici sono quelli che farai una volta arrivato il momento di dare forma ai tuoi sogni. Non c’è un sacrificio in particolare che abbia fatto per inseguire il mio sogno, il raggiungimento di un sogno prevede il sacrificio sempre, in qualsiasi ambito, come l’essere lontano da casa per tanto tempo, credere in te stesso quando sembra che nessuno lo faccia e non arrendersi quando un tuo progetto non è andato come ti aspettavi. Quando però questi sacrifici e queste rinunce sono fatte in nome di una passione che per me è vita allora forse alla fine non pesano così tanto. 
 
C'è un balletto, al quale sei particolarmente legato?
Sicuramente “Il Corsaro”, il balletto con il quale mi sono diplomato. Dal primo momento in cui mi avvicinai alla danza classica ho sempre immaginato me stesso nei panni del protagonista e diplomarmi in questo splendido balletto è stato un sogno che si è realizzato. Un altro balletto che mi colpì molto sin da subito è stato Il Lago Dei Cigni di Matthew Bourne, una storia diversa dall’originale ma con le stesse meravigliose e toccanti musiche di Tchaikovsky. 
 
Cosa ti aspetti dal futuro?
Mi aspetto di realizzare tutti i miei sogni e di riuscire a diventare la persona e l’artista che ho sempre voluto essere. Sono sempre stato consapevole delle mie possibilità e dei miei limiti, ma ho sempre creduto che quando c’è passione, studio, costanza, intelligenza e ovviamente un pizzico di fortuna gli obiettivi si raggiungono. Un giorno quando sarò troppo vecchio per danzare sogno di dirigere un’accademia tutta mia, insegnando non solo la danza come movimento ma come arte.