Aversa: incontri di sesso nel centro massaggi, arrestate due persone

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Martedì, gli agenti del commissariato di Aversa hanno arrestato e ristretto ai domiciliari un 37enne del posto ed una 26enne di Orta di Atella, accusati, in concorso tra loro, di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di più donne, con l’aggravante di aver commesso il fatto con minaccia e violenza ai danni di una donna. La misura, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord di Aversa, arriva dopo le indagini avviate a seguito della denuncia sporta da quest'ultima, la quale ha dichiarato di essere stata vittima di sfruttamento della prostituzione.

Secondo gli inquirenti, dal 2016 fino al mese di novembre 2018, i due arrestati avrebbero sfruttato la denunciante, che  praticava massaggi finalizzati al sesso. Dalle indagini sarebbe emerso che idue avrebbero fornito l’abitazione in cui esercitare il meretricio, situata ad Aversa, ed abiti succinti.

Sarebbero inoltre, state scattate fotografie in completi intimi e parrucche che venivano pubblicate on line. Proprio sulla rete si fissavano gli appuntamenti mediante alcuni siti internet. La partita IVA aperta inoltre, simulava l'attività di estetista in caso di controlli. Gli arrestati avrebbero ricevuto i proventi dell’attività di prostituzione lasciandone alla donna una quota variabile compresa tra il 30% e il 50%;

Come se non bastasse, dal mese di novembre 2018, avrebbero costretto la malcapitata ad avere rapporti sessuali completi con i clienti e a partecipare ad incontri sessuali con più persone contemporaneamente presso locali di “scambisti”, mediante minaccia di farle cessare l’attività di prostituzione e non pagarla più, lasciandola, in uno stato di totale indigenza, insieme alla figlia minore.

Dal mese di settembre 2019, secondo gli inquirenti, uno dei due soggetti in più occasioni avrebbe percosso la donna, la quale lamentava che i turni lavorativi erano troppo faticosi e minacciava di abbandonare l’attività, al fine di costringerla a continuare nell’esercizio del meretricio.

Gli arrestati, in concorso tra loro, avrebbero infine contattato telefonicamente la donna, dopo che quest’ultima aveva abbandonato l’attività di prostituzione a Napoli e prospettandole che l’avrebbero uccisa se non avesse ripreso il meretricio sotto la loro protezione.