Coronavirus

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Il numero di infetti e di morti causati dal coronavirus continua a salire in tutto il mondo, ma la stragrande maggioranza è ancora concentrata nella zona di focolaio originale di Wuhan, nella Cina centrale. Le autorità stanno lottando per costruire altre strutture sanitarie nel tentativo di curare le migliaia di persone colpite, molte delle quali sono state bloccate a casa con il virus. Finora il bilancio delle vittime a livello mondiale le cui cause sono riconducibili al coronavirus ha raggiunto domenica più di 810, superando i 774 decessi attribuiti allo scoppio del coronavirus SARS nel 2002 e 2003. Tra i morti c'è anche il primo americano, un cittadino di 53 anni morto Giovedi a Wuhan. Sebbene la provincia di Wuhan e Hubei rimanga devastata dalla malattia, i funzionari cinesi affermano che il numero di nuovi casi al di fuori di Hubei sta diminuendo, in considerazione delle severe misure di quarantena che entrano in vigore a livello nazionale. Le persone che violano la quarantena rischiano fino a sei mesi di prigione. Nel frattempo un team internazionale specializzato e guidato dall'Organizzazione mondiale della sanità sta pianificando di partire per la Cina lunedì o martedì per condurre un'indagine sul coronavirus. Il gruppo dei 56 italiani rimpatriati i primi giorni di febbraio sono stati trasferiti per precauzione all'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma per ulteriori accertamenti. Buone notizie, intanto dal nuovo bollettino medico diffuso dallo Spallanzani, tutti i test relativi ai casi sospetti per il nuovo coronavirus sono risultati negativi, compreso il test per una donna italiana ricoverata per puro scopo precauzionale nella Città Militare della Cecchignola e una coppia proveniente da un Pronto soccorso cittadino.

Giuseppina Gagliardo