Casapesenna: processo per abusi. L'accusa: "I fedeli temevano punizioni celesti”

Don Michele Barone minore

Continua, presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il processo nei confronti dell’ex prete del Tempio di Casapesenna, Don Michele Barone. L'imputato è accusato di abusi nei confronti di una minore e di violenze sessuali ai danni di altre due giovani fedeli.

Nel dibattimento sono intervenuti i legali delle parti offese, che hanno evidenziato il ruolo che la “fede” avrebbe avuto nelle pratiche compiute dal sacerdote. Secondo l'accusa, le vittime non riuscivano ad abbandonare la parrocchia perché temevano di ricevere “punizioni celesti”.

Tutt'oggi, nonostante l’ex prete sia stato espulso dalla Diocesi di Aversa, sia ristretto in carcere e sotto processo, molti fedeli sarebbero legati a lui considerandolo una sorte di "santo", a dimostrazione - hanno sottolineato i legali -  del legame che don Barone è riuscito a creare con i suoi seguaci.

Nei giorni scorsi è arrivata la prima richiesta nei confronti del prete, per lui la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto 22 anni di reclusione.

Capi d’accusa pendono anche nei confronti dei genitori della minorenne coinvolta delle pratiche esorcistiche e di Luigi Schettino, poliziotto del commissariato di Maddaloni, che avrebbe preso parte alle attività aiutando Don Barone.

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