Lusciano. Materiali scadenti per condotte fognarie, il Sindaco si difende

Nicola Esposito Lusciano

Il sindaco di Lusciano Nicola Esposito, dopo essere stato coinvolto nella recente indagine che ha portato all'arresto, tra gli altri, anche del primo cittadino di Villa Literno, ha dichiarato «Chiarirò tutto ai magistrati, lo farò al più presto alla presenza del mio legale».

Il primo procedimento a carico della fascia tricolore luscianese, sulla riqualificazione delle fogne di Lusciano, risale a quattro anni fa.  Adesso, al centro, ci sono i lavori di adeguamento e completamento della rete fognaria stralcio I e II lotto e le accuse nei suoi riguardi e nei confronti di altri indagati sono pesanti, si va dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni di fondi Europei, fino al falso e alla frode in fase esecutiva. L’indagine è nata da una segnalazione all'Autorità Nazionale Anticorruzione, inoltrata da alcuni consiglieri comunali fra il 2015 e il 2016.

Secondo gli inquirenti, l'Ati che aveva vinto l'appalto costruiva le condotte usando materiali di qualità e quantità inferiore a quelli dichiarati. Dalle indagini sarebbe emerso che invece del cemento armato veniva usato il prolipropilene. Nel provvedimento dell’Anac si legge che «la variante progettuale in corso d’opera, che prevede la totale sostituzione degli sprechi in cemento armato in tubazioni in Pp» non poteva essere fatta, così furono bloccati in Regione i sei milioni di euro che dovevano giungere nelle casse dell'ente per la seconda fase di lavori.

Il tutto si intreccia con l’inchiesta di Villa Literno e con un’altra, parallela, in Sardegna dove al centro ci sono sempre gli  imprenditori liternesi impegnati, con l'Associazione Temporanea di imprese, in vari appalti pubblici in tutta Italia.

LUSCIANO, INDAGATO SINDACO

VILLA LITERNO, ARRESTATO IL SINDACO