Giugliano, rapine a Milano tre arresti

polizia

Non sapevano di essere intercettati e quando passavano nei pressi di qualche banca si vantavano delle loro "imprese". Tre uomini, tutti di Giugliano sono stati arrestati martedì mattina dalla polizia per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla rapina di banche. Secondo le accuse erano dei "trasfertisti" che agivano spesso a Milano. I tre, insieme ad altri due complici ancora ricercati, sono accusati di aver svaligiato nel capoluogo lombardo la Bpm di piazzale Accursio e la Banca popolare di Sondrio di via Lessona. In carcere sono finiti Pasquale P., 50enne con precedenti per truffa e ritenuto il capo della banda, Vincenzo L., un 53enne con precedenti specifici e Giuseppe M. 52 anni già arestato sei anni fa per una rapina alla Montepaschi di Siena di Cesano Boscone. Alla Bpm lo scorso 27 marzo dopo aver segato le sbarre di una grata che dà sul retro del locale, gli ignoti hanno portato via contanti e gioielli per un valore di circa 20mila euro, si dileguarono chiudendo i dipendenti a chiave in un bagno. Alla Banca Popolare, il successivo 2 maggio, fu praticato un foro in un vetro sul retro dell'istituto di credito, una volta all'interno riuscirono ad aprire cinquanta cassette di sicurezza portando via beni ber un valore complessivo di oltre un milione di euro, si dileguarono a bordo di una Fiat Uno rubata. I banditi agivano a volto coperto ma per arrivare a loro è bastato un numero di telefono. Gli invetigatori hanno analizzato le utenze telefoniche attive nella zona delle due rapine quando esse sono state commesse, così hanno trovato alcuni contatti che possono essere considerati "telefoni citofono", cellulari usati per comunicare soltanto tra due numeri e soltanto per un tempo limitato. Tra quelle schede sim una è risultata intestata a un uomo di Giugliano considerato un prestanome, quindi l'attenzione si è concentrata su un 50enne a cui nome risultava un contratto di affitto di una casa a Novara, seguendo le sue mosse hanno individuato anche gli altri. Gli inquirenti ritengono che stessero organizzando un colpo anche nella città piemontese.