Omicidio Noviello, processo "bis" per Cirillo

Noviello Domenico ucciso dal clan

E' stato rinviato a martedì 15 ottobre, alla Corte d'Assise d'Appello di Napoli, il processo a carico di Francesco Cirillo, alias "Pasqualino Coscia Fina", accusato di aver preso parte all'omicidio di Domenico Noviello, l'imprenditore ucciso dai sicari del clan dei Casalesi, fuori alla sua autoscuola a Castel Volturno il 16 maggio del 2008.  Per il gruppo malavitoso, la colpa di Noviello fu quella di aver denunciato e fatto arrestare all'inizio degli anni 2000 gli estorsori del clan, tra cui proprio Cirillo, attualmente in libertà ed assente in aula.

"Pasqualino Coscia Fina" era stato condannato in primo grado dalla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere alla pena dell'ergastolo, ma venne poi assolto in Appello perché le dichiarazioni rese dal killer del clan dei Casalesi Giuseppe Setola, furono ritenute inattendibili.

In particolare, il capo dell'ala stragista aveva accusato Cirillo di aver partecipato all'organizzazione dell'omicidio, insieme a suo cugino Alessandro Cirillo, detto "'O Sergente", salvo poi procurarsi un alibi presso un albergo per evitare l'arresto. Contro la sentenza della Corte Partenopea aveva fatto ricorso in Cassazione il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Napoli. La suprema corte, nel novembre 2017, aveva annullato l'assoluzione e rispedito Cirillo nuovamente davanti ai giudici.

Oggi presenti in aula i quattro figli di Domenico Noviello: Massimiliano, Mimma, Rosaria e Matilde, che si battono per dare giustizia al padre e per sensibilizzare i giovani sul tema della legalità e sulla nocività della camorra in Campania.