Villa di Briano: sindaco e fratello aggrediti da un "contestatore"

Luigi Della Corte Villa di Briano

Ieri mattina, è finita in violenza l'ennesima contestazione mossa contro il sindaco di Villa di Briano, Luigi Della Corte, e il fratello Biagio, agente della polizia municipale. Entrambi gli uomini sarebbero rimasti vittime di un’aggressione compiuta a colpi di mazze di legno da parte di un presunto “contestatore seriale”.

Secondo la denuncia di Della Corte - pubblicata anche sui social network - egli sarebbe stato aggredito da un rivale politico, candidato alle ultime elezioni amministrative del 2016 in una lista concorrente, e dalla moglie di quest'ultimo. Le botte lo avrebbero costretto a ricorrere alle cure dei sanitari presso la Clinica Pineta Grande di Castel Volturno.

“Si tratta di un evento annunciato. – spiega il primo cittadino – Questo personaggio offende me e la mia famiglia, per strada e mediante i social network da ormai 4 anni e da quando sono stato eletto sindaco. Ha praticamente messo in atto, su Facebook, una campagna denigratoria e minatoria nei miei riguardi e soprattutto nei riguardi della mia famiglia. Campagna che non ha nulla di politica, rischiando di innescare una spirale di violenza da parte anche di altri cittadini. Offese all’onore della mia signora, accuse di collusioni camorristiche, insinuazioni su mia sorella sono dall’ordine del giorno”.

Della Corte ha dichiarato che ha “più volte presentato denunce alle forze dell’ordine locali ma senza mai avere ascolto”. Il sindaco si sarebbe rivolto perfino alla Dda “perché le gravi accuse pubbliche, offese e minacce mosse nei miei riguardi, avevano iniziato a farmi temere per la mia incolumità fisica e quella della mia famiglia. Io ho due figlie ed ero molto preoccupato. Purtroppo quanto annunciato e denunciato più volte si è avverato”.

Stando a quanto riferisce la fascia tricolore, sabato sera suo fratello Biagio sarebbe stato aggredito senza motivo, a Casaluce, dallo stesso contestatore e da sua moglie. La mattina seguente il fratello avrebbe incrociato nuovamente l'aggressore e, chiedendo chiarimenti avrebbe nuovamente subito aggressioni.

Il sindaco - a suo dire - trovatosi sul posto  avrebbe soccorso il fratello, ricevendo diversi colpi di bastone.

“Difendendomi alla meglio – racconta – sono riuscito a sfuggire all’aggressione e sottrarre mio fratello da questa scia di violenza. Nell’andare via ci hanno minacciati di morte, è inaccettabile che nella nostra zona un sindaco debba operare senza tutela alcuna per l’incolumità, se un mitomane viene lasciato libero di innescare una piramide di odio e di violenza senza che le forze dell’ordine pongano rimedio. Abbiamo presentato decine di denunce, io, mio fratello, mia sorella, i miei assessori ed anche il parroco e il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano, tutti quanti per le offese e minacce continue ricevute. Avevo paura per la mia incolumità e quella dei miei familiari e avevo ragione. Sono felice che siamo salvati da questa aggressione che poteva avere conseguenza peggiori. I nostri sono comuni a rischio, dove la politica spesso si mischia con interessi economici e noi politici che operiamo nella piena onestà rappresentiamo per molti disonesti un ostacolo alla loro opera criminale. È evidente che questo soggetto sia aizzato ed istigato da oppositori politici che tentano in questo modo di liberarsi di una amministrazione onesta come la nostra. A seguito di questa aggressione, chiedo pertanto l’intervento delle forze dell’ordine per controllare questa situazione, anche monitorando i social network che ormai sono diventati una seconda realtà, infatti su di essi vengo offeso, deriso, umiliato, minacciato quotidianamente. Oggi abbiamo purtroppo scoperto che la violenza non si è fermata solo a quella verbale. Non si può accettare oltre”.

C’è, però, anche la versione dei due coniugi, che sarà vagliata dagli inquirenti, secondo i quali sarebbero stati il sindaco ed il vigile a colpirli ripetutamente. La moglie, sul suo profilo Fb, ha mostrato foto che la ritraggono con lividi e graffi sul corpo mentre si trova all’interno di un ospedale.