Scalfarotto e la visita agli assassini del Carabiniere

scalfarotto ivan

“Sono andato a Regina Coeli a verificare le condizioni dei due imputati per il terribile omicidio del Carabiniere Cerciello Rega”. Queste le parole affidate ai social dal deputato del Pd Ivan Scalfarotto, che hanno scatenato su facebook e twitter una lunga sequenza di critiche, qualche insulto e tanta ironia (amara) nei confronti del parlamentare. Non mancano anche le perplessità di alcuni colleghi parlamentari come Alessia Morani: “Lo dico con sincerità: non condivido la visita in carcere al presunto omicida di Cerciello del collega Scalfarotto. Ho fatto tante battaglie con Ivan. Ma questa volta non sono d’accordo. Proprio no”. O della deputata 5 stelle Carla Ruocco: “Scalfarotto (PD) va in carcere a sincerarsi delle condizioni dei due imputati per il terribile omicidio del Carabiniere Mario Cerciello Raga. Ma non una parola per il servitore dello Stato assassinato brutalmente, né per la sua famiglia. Assurdo”. Di ieri le parole di Matteo Salvini: “Il Pd va in carcere a verificare che il criminale americano non sia stato maltrattato. Non ho parole!”. Anche l’eurodeputato Pd Carlo Calenda non risparmia critiche: “È il caldo. Spero che sia il caldo. Perché tra Gozi ieri e Scalfarotto oggi vi giuro che stiamo raggiungendo vette di stupidità mai prima conquistate nella politica contemporanea”. Duro l’attacco di il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia, che su twitter scrive: “Nella vicenda del Carabiniere ucciso ci sono due parti. Quella di un servitore dello Stato ucciso e quella di un assassino. Questo deputato del Pd ha scelto di andare a trovare l’assassino in carcere…voi che ne pensate? Io lo trovo rivoltante. #Scalfarotto”.

Il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, dal canto suo prende le distanze:”Quella di Scalfarotto è una sua iniziativa personale. Rientra nelle sue prerogative di parlamentare ma, ripeto, è una sua iniziativa e non fatta a nome del Pd”. Più critico il deputato democratico Emanuele Fiano, che dichiara: “Ci sono momenti in cui il pensiero di dissociarsi dal comportamento di un amico, un compagno di battaglie sui diritti, e sulla difesa della Democrazia nel nostro paese, può spingere a stare in silenzio. Io invece voglio spiegare perché non ho condiviso la scelta di Ivan Scalfarotto di andare a Regina Coeli a verificare, tra l’altro, le condizioni di detenzione dell’assassino del Carabiniere Cerciello Rega. Lo voglio spiegare perché questo è il compito della Politica: essere capaci di spiegare le scelte o il dissenso dalle scelte, senza piegarsi alla forza degli insulti che stanno ricoprendo Ivan sui social, o che ogni giorno determinano scelte e posizioni senza argomentare, semplicemente insultando”. “C’è stato un terribile omicidio di un Carabiniere che ha prodotto un’onda emozionale in tutto il paese- aggiunge-. Per la giovane età, per la divisa che portava, per la giovane vedova, per l’efferatezza del fatto, per l’apparente totale insensibilità dei colpevoli. Il nostro compito è prima di tutto quello di condividere il grande cordoglio popolare per questo omicidio. Noi siamo un partito che ha radici popolari, dobbiamo sentire e condividere i sentimenti che si sono diffusi su questo episodio, ovviamente senza mai avallare, come non abbiamo fatto, nessuna strumentalizzazione sull’accaduto. C’è un’esigenza storica e politica secondo me, in particolare per noi, di sintonia con il popolo. Il che non vuol dire avvallare ogni sentimento ovviamente, ma questo cordoglio certamente sì. Gli insulti che hanno colpito Ivan sono inaccettabili, e certamente c’è sempre anche, l’esigenza di verificare la condizione dei diritti dei detenuti, ma senza incorrere nel rischio di apparire, come è successo, come coloro che invertono l’ordine delle priorità, pur in assoluta buona fede”.

 

Agenzia Dire - www.dire.it