La Terra dei Fuochi antipasto della rottura tra Lega e 5 Stelle

Terra dei Fuochi non deve morire

Le continue prese di posizioni, “tattiche”, relative alla crisi di governo in corso, iniziata ufficialmente il 9 agosto, hanno fatto passare in secondo piano un dato importante per il nostro territorio: un anticipo di cosa stesse per accadere lo si poteva cogliere già qualche giorno prima, dalle dichiarazioni che il Ministero dell'Ambiente Sergio Costa ha rilasciato ad Alessandra Arachi in un'intervista pubblicata il 5 agosto dal Corriere della Sera.
L'ex capo del Corpo Forestale dello Stato parlando della Terra dei Fuochi, ha esplicitamente detto che nonostante i roghi continuassero a divampare nei dintorni di Giugliano il Ministro dell'Interno (quindi Salvini) “non se ne occupava” e che “era al mare, o comunque dove non serviva”.
Costa aveva anche precisato che le sue parole costituivano un appello rivolto a Salvini affinché si occupasse della Terra dei Fuochi, per sollecitare ciò ha anche scritto al premier Giuseppe Conte chiedendogli di far funzionare la cabina di regia istituita per la Terra dei Fuochi, composta, oltre che dagli stessi Costa e Salvini, anche dai ministri Di Maio e Trenta. Il titolare del dicastero dell'Ambiente aveva anche tenuto a sottolinerare che l'unico che non stesse facendo nulla fosse proprio il collega di governo Salvini.
Da lì a pochi giorni la rottura tra le due anime del governo è diventata ufficiale.

s.p.