L'effetto Dunning-Krugen: perchè gli ignoranti sono convinti di aver sempre ragione

cervello

Per spiegare un fenomeno spesso riscontrato nella società, dobbiamo partire dalla Filosofia per arrivare alle Scienze Psicologiche che pure fino ad un centinaio di anni fa erano unite disciplinarmente l'una all'altra. Da colui che fu definito anticamente dai suoi concittadini l'uomo più saggio della terra, Socrate, ci giunge la sua massima " IO SO DI NON SAPERE" per esprimere la sua consapevolezza che c'erano tante cose che, nonostante la sua sapienza, ancora non conosceva. Arriviamo a Confucio che disse "LA VERA CONOSCENZA STA NEL CONOSCERE L'ESTENSIONE DELLA PROPRIA IGNORANZA." Due Saggi, quindi, per ribadire che : gli individui più competenti sono proprio quelli che riescono a valutare le loro conoscenze perchè conoscono i propri limiti. Ci pare ovvio così affrontare la questione dal punto di vista psicologico, infatti l'incapacità a rendersi conto della sopravvalutazione personale è un fenomeno definito " EFFETTO DUNNING-KRUGER" (dal nome dei due psicologi che per primi hanno studiato l'argomento) che non è una malattia o sindrome ma è presente in tutti noi in maniera diversa. Attraverso una ricerca condotta nel 1999 su gruppi di studenti, gli psicologi evidenziarono che quelli con livelli di abilità molto basse, tendevano a sovrastimare il livello delle loro competenze e, a non comprendere i livelli di competenze delle altre persone. Si percepivano quindi più capaci, più informati e più intelligenti di quello che in realtà erano. La ricerca ha quindi spiegato scientificamente il fenomeno nel quale purtroppo ci siamo sicuramente imbatutti qualche volta anche noi, di IGNORANTI INFARCITI DI SUPERIORITA' ILLUSORIA che se inquadrati nella collettività possono anche diventare pericolosi. Questi soggetti, specie se investiti di ruoli e poteri ampi potrebbero credersi capaci di risolvere problematiche importanti facendo ricorso ad associazioni fuori luogo e proponendo soluzioni troppo semplicistiche. Non ci resta che augurarci e augurare agli altri, di essere tanto capaci e lucidi da riuscire a "fare un passo indietro" per poter valutare obiettivamente il proprio comportamento e le nostre reali abilità al di fuori di noi stessi.

Giuseppina Gagliardo