I 60 anni di John McEnroe

John McEnroe wikimedia

L’ex tennista John McEnroe ha compiuto sessant’anni. Nato il 16 febbraio del 1959 a Wiesbaden, in Germania, dove il padre era in servizio per l’esercito statunitense, è considerato uno dei più grandi tennisti di sempre. Anche se, più che un tennista, John McEnroe è stato una rockstar.
Una rockstar che al posto di una chitarra aveva una racchetta da tennis.  Talentuoso, sicuramente. Per quattro intere annate, dal 1981 al 1984 sempre al numero uno in classifica. Addirittura nel 1983 su 85 incontri disputati ne vinse 82, stabilendo un record che ancora oggi non è mai stato superato, né tantomeno eguagliato. Ha vinto nei suoi 15 anni di professionismo 7 tornei del Grande Slam, vincendo in totale 99 tornei ATP.  Ma non sono questi numeri che hanno reso John una icona mondiale, il personaggio a cui sono stati dedicati film, libri, pubblicità. John McEnroe ha un suo stile, un suo carattere, quello di un personaggio eccessivo, di un antieroe sempre sopra le righe, senza mezzi termini e senza peli sulla lingua, burbero, provocatore, un cattivo da film, di cui è impossibile non rimanerne affascinati ed in fondo fare il tifo per lui.
Indimenticabili, tanto da diventare oggetto di un film, sono state le sue sfide con lo svedese Bjorn Borg, l'affascinante biondo rubacuori scandinavo, sfide che hanno segnato un'epoca del tennis. La rivalità nel tennis è una prassi, da Lendl-Wilander, Edberg-Becker, Agassi-Sampras fino ai giorni nostri con Federer, Djokovic e Nadal. Ma ciò che ha reso epici i duelli di McEnroe contro Borg o contro Jimmy Connors fu proprio lo stesso McEnroe. Non erano sfide tra due tennisti, erano guerre psicologiche, erano veri e propri duelli da western di Sergio Leone, era una lotta tra il buono e il cattivo e a John di fare la parte del cattivo non è mai importato nulla, lui la amava, si calava nel personaggio e giù a colpi di volèe, a litigare con l'arbitro di turno, a protestare e distruggere racchette.  Ha vinto e perso tanto in 15 lunghi anni di carriera John McEnroe, forse un giorno non sarà ricordato come il più forte di tutti, ma sicuramente sarà sempre il più grande di tutti.

Giuseppina Gagliardo