Don Barone. Parla il cugino pentito del prete: «Era anche amico di Belforte junior»

Don Michel Barone Cugino omonimo Pentito

Arrivano altre accuse contro Don Michele Barone, l'ex prete del Tempio di Casapesenna che deve rispondere di maltrattamenti e le lesioni ai danni di una 13enne di Maddaloni e di violenza sessuale nei confronti di altre due giovani fedeli.

A parlare durante l'ultima udienza del processo a suo carico, è stato il cugino omonimo pentito. L'ex camorrista ha riferito ai magistrati che, il parente sacerdote non solo era dedito alla bella vita, ma «frequentava anche assiduamente diversi malavitosi, tra i quali Camillo Belforte, figlio del capoclan di Marcianise, Salvatore».

Il collaboratore di giustizia ha continuato dichiarando: «Mio cugino portava imbasciate fuori dalle carcere non solo a Santa Maria Capua Vetere, ma anche dai penitenziari di Taranto e Secondigliano per conto di detenuti di San Cipriano D'Aversa e Casapesenna». Il sacerdote - a detta del parente - avrebbe anche avuto rapporti «con esponenti delle forze dell'ordine e in particolar con un finanziere di San Marcellino».

Come se non bastasse Don Barone secondo l'ex camorrista «si servì anche di Nicola Panaro» attualmente  collaboratore di giustizia, ma in passato reggente della fazione Schiavone del clan dei Casalesi.

Infine, l'ex affiliato del gruppo camorristico ha raccontato dei «viaggi organizzati a Medjugorje e a Lourdes», asserendo che «Barone si serviva della tunica per i suoi interessi», e che la indossasse senza di fatto fare il sacerdote. Una vita trascorsa tra donne, apparizioni televisive, amicizie vip, auto e telefoni di ultimissima generazione. Il pentito ha addirittura dichiarato che, nonostante le sue esperienze criminali, era più assimilabile la sua vita a quella di un prete piuttosto che quella di Don Michele Barone.

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