Rom in ville abusive a Sant'Arpino, Salvini risponde all'appello: "Arriviamo con la ruspa"

Ville Rom SantArpino

Va vanti da più di 10 anni l'occupazione irregolare da parte dei rom di alcune villette situate nel comune di Sant'Arpino. I nomadi da prima si erano stanziati all'interno di barracche di fortuna, per poi costruire delle vere e proprie villette con tanto di statue trionfali all'ingresso. Lo scorso 20 novembre, dopo la direttiva ministeriale sugli sgomberi, la questione è balzata di nuovo sotto ai riflettori. Stanco dell'interminabile attesa, Pasquale Pescatore - un imprenditore edile del posto - ha rivolto un appello al ministro dell’Interno.

Matteo Salvini, ha prontamente risposto: «Seguo il problema con attenzione e conto di risolverlo al più presto. L’obiettivo è sgomberare le ville abusive di Sant’Arpino così da ripristinare la legalità e difendere il diritto dell’imprenditore edile proprietario dell’area».

L'uomo combatte per veder ristabilita la legalità dal 2006, anno in cui decise di investire nel comune di Sant’Arpino. Costituì in quel periodo un consorzio per la realizzazione di edifici ad uso abitativo in Via Volta, ma al momento di iniziare i lavori fu bloccato dalla presenza sul terreno di due famiglie Rom che occupavano abusivamente il suolo. Pescatore si rivolse al Comune, che nella stessa aerea aveva previsto anche un intervento di edilizia sanitaria con la realizzazione di un poliambulatorio, ma nonostante un’ordinanza di demolizione, nulla cambiò. L'imprenditore denunciò ripetutamente gli abusi alle forze dell’ordine, dando vita ad un assurdo iter burocratico che dura ancora oggi, anche grazie all'inerzia dell'ente comunale.

«Nonostante l’ennesimo giudice ci abbia dato ragione, gli insediamenti sono ancora lì e nessuno ha il coraggio di eseguire lo sgombero. Nel frattempo le baracche, sono state trasformate in due ville con tanto di giardino attrezzato, box auto, fontana, statue, prato all’inglese, panchine e sdraio per prendere il sole. Dieci anni durante i quali i proprietari di quel terreno hanno atteso invano di poter realizzare il proprio investimento» denuncia Pescatore. 

«Le ruspe –fanno sapere dal Viminale – sarebbero dovute entrare in azione celermente, ma pochi giorni fa il Comune ha fatto sapere che sta elaborando una soluzione per accogliere i quattro nuclei familiari di etnia rom, che contano otto minori».

Intanto, le quattro famiglie rom non hanno intenzione di andare via, la loro richiesta è di avere “un appartamento per ciascun nucleo familiare”.