Elezioni pilotate dal clan dei Casalesi: arrestato l'ex sindaco di Capua

Carmine Antropoli Capua

Ieri mattina i carabinieri di Caserta hanno arrestato Carmine Antropoli, ex sindaco di Capua, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo gli inquirenti, l'ex primo cittadino, in carica dal 2006 al 2016 per Forza Italia, congiuntamente ad esponenti del clan dei casalesi, avrebbe condizionato lo svolgimento delle elezioni amministrative per il Consiglio comunale di Capua, tenutesi il 5 giugno 2016. Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Napoli.

Antropoli, attualmente Direttore della Uoc di Chirurgia Generale del Cardarelli di Napoli, socio della Società italiana di Chirurgia (Sic), della Associazione chirurghi ospedalieri Italiani (Acoi), della Società napoletana di chirurgia, e della Società italiana polispecialistica dei giovani chirurghi, secondo gli inquirenti avrebbe condizionato le elezioni del 2016 utilizzando un affiliato al clan dei Casalesi in qualità di picchiatore.  Dalle indagini è emerso che un candidato sarebbe stato malmenato  proprio nello studio medico dell'ex sindaco, e costretto così a ritirare la sua candidatura alla carica di consigliere comunale.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata notificata anche a Francesco Zagaria, imprenditore di Casapesenna meglio noto come "Ciccio 'e Brezza", accusato di associazione di tipo mafioso, duplice omicidio aggravato dalle finalità mafiose e violenza privata aggravata dal metodo mafioso. Per i giudici, l'imprenditore avrebbe assunto all'interno del gruppo camorristico capeggiato da Michele Zagaria, un ruolo apicale. L'uomo, nel 2017 era stato già arrestato per i reati per concorso esterno in associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni, nonché di un provvedimento di sequestro preventivo di due società a lui riconducibili, operanti nel settore dell'edilizia e in quello caseario.

Carmine Antropoli è accusato di aver stretto un patto con l'imprenditore di Casapesenna e con Martino Mezzero, un altro affiliato al gruppo camorristico, con il fine di assicurare voti ad un candidato appartenente al suo schieramento politico.