Sacrestia a luci rosse e riciclaggio soldi falsi: parla l'ex "fidanzata" di Don Michele Barone

Don Michele Barone processo

Continuano gli interrogatori nel processo che vede imputato Don Michele Barone, il prete del Tempio di Casapesenna sospeso dalla Diocesi di Aversa, dopo essere finito prima al centro di un'inchiesta de "Le Iene" e poi in quella della magistratura, per presunti esorcismi violenti ai danni di una minore ed abusi sessuali ai danni di tre giovani. 

Nell’ultima udienza è stata ascoltata una donna che avrebbe avuto una relazione con il sacerdote. La testimone ha raccontato ai magistrati dei suoi incontri hot nella sagrestia con il prete, e dell'intervento, non solo dei genitori di Barone, ma anche di alcuni esponenti della camorra, per far terminare la loro relazione d'amore.

Questa dichiarazione confermerebbe anche quella resa dal collaboratore di giustizia Michele Barone, cugino e omonimo del prelato.

La donna ha inoltre, dichiarato che la loro relazione terminò quando lei si accorse che il sacerdote frequentava anche altre giovani. Barone, secondo la Procura, sarebbe stato spedito a Roma proprio per essere punito per la sua storia clandestina. Ma le dichiarazioni della teste sono andate ben oltre le vicende sentimentali, la donna ha infatti raccontato ai togati  altri avvenimenti, come ad esempio la consegna di denaro falso da riciclare, e i contatti con alcuni ricettatori per la vendita di oggetti rubati.

Don Michele Barone ha immediatamente rigettato le accuse della testimone, sostenendo la totale  infondatezza delle dichiarazioni.  Il prete avrebbe giustificato anche il suo trasferimento a Roma, come premio per le attività svolte, che a suo dire sarebbero state ritenute dalla Chiesa degne di ricompensa.