Giugliano: l'Agenzia per i beni confiscati fa causa al Comune, vince l'ente locale

comune di Giugliano in Campania

L'Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata ha fatto causa al Comune di Giugliano ed ha perso. L'inusuale conflitto giudiziario riguarda un'ordinanza dell'ente pubblico risalente al 6 novembre del 2017 di chiusura dell’attività di commercializzazione di GPL di un distributore che lo Stato aveva confiscato, atto scaturito da una precedente revoca della Concessione edilizia in sanatoria dell'area interessata che aveva innescato la definitiva chiusura dell'attività. Si tratta dei capannoni destinati alla vendita della società Gas Agi che si trovano in Via Pigna, gli immobili sono concessi regolarmente in locazione alla ditta confiscata e le irregolarità edilizie contestate dal Comune ai proprietari sono alla base dello scontro tra Comune e Agenzia, infatti l'ente davanti al Tar ha opposto che essa non fosse nemmeno legittimata ad impugnare l'atto. La seconda sezione del Tar della Campania, che si è espressa una quindicina di giorni fa, ha condannato l'Agenzia per i beni confiscati anche al pagamento delle spese legali(1500 euro). Il comune di Giugliano è stato difeso dall'avvocato Riccardo Marone, la parte ricorrente dal legale Luciano Pennacchio. La Gas Agi finì nel mirino degli inquirenti nel maggio del 2011 quando fu sequestrata nell'ambito dell'operazione “caffe macchiato” che coinvolse esponenti del panorama politico locale e soggetti ritenuti contigui al Clan Mallardo.
Salvatore Pizzo