intercettazioni telefoniche

Emergono nuovi elementi dalle intercettazioni telefoniche del 35enne, accusato di aver esploso il colpo di pistola che il pomeriggio della vigilia di Natale dello scorso anno, colpì alla testa un ragazzino di 14 anni di Parete.

«Sono accusato di tentato omicidio, ma mi passa per la testa…. io non ho paura di nessuno» avrebbe detto l'uomo, ora rinchiuso nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere.

Dai dialoghi intercettati emergerebbero parole piuttosto crude, dalle quali non trapelerebbe nessun sentimento di pentimento per gli effetti del suo gesto. Secondo gli investigatori, l'arrestato non solo avrebbe tentato di coprire le sue tracce, nascondendo l'arma, ma sarebbe stato anche intenzionato a zittire tutti. In particolare il 35enne parlando con il fratello al telefono, avrebbe detto: "Se i parenti parlano li stroppiamo”.

La zia del 14enne, durante i mesi in cui il piccolo era in ospedale in coma, continuava a fare appelli attraverso Facebook e rivolgendosi al responsabile postava: «Costituisciti, verme. Trova il coraggio di guardarti allo specchio e di ammettere che sei stato tu. Non devi avere un attimo di pace, né tu né chi ti protegge». Parole, che secondo gli inquirenti, avrebbero fatto infuriare l'accusato, tanto da indurlo a dire, a suo fratello al telefono, di volersi recare a casa dello zio della vittima.

PARETE: RAGAZZINO IN COMA PER PALLOTTOLA VAGANTE, ARRESTATO 35ENNE