29 novembre, giornata di digiuno e di preghiera comunitaria per la nostra terra

 vigili del fuoco

Carissimi fratelli e sorelle,

nella carità che ci unisce perché figli dell’unico Padre, noi, chiamati, per grazia di Dio, ad essere Vescovi per annunciare il Vangelo del Cristo e per celebrare e vivere con tutti voi la grazia e la misericordia di Dio, vi scriviamo condividendo, oggi, grande preoccupazione per il continuo degrado della nostra terra.

Questo nostro scritto è stato, purtroppo, sollecitato dai recenti, gravissimi incendi che ci sono stati in questi ultimi mesi proprio nei luoghi che erano stati adibiti alla raccolta, allo stoccaggio e, in qualche modo, già al trattamento dei rifiuti.

Abbiamo appreso e seguiamo con attenzione l’attività e l’impegno che le autorità di governo, sia locale che regionale e nazionale, stanno ancora rivolgendo al problema ed alle sue cause per cercare una soluzione efficace.

Come Chiesa campana, con il coinvolgimento di tante persone, in tempi ancora recenti, abbiamo richiamato l’attenzione dei cittadini e delle autorità sulla gravità dell’inquinamento ambientale della nostra terra e sulla drammaticità delle sue ricadute sulla salute e sulla vita della nostra gente. Con grande dispiacere, abbiamo dovuto sopportare che la nostra terra, da sempre identificata come l’antica, splendida “Campania felix”, sia stata, ora, indicata come “terra dei fuochi”.

Non si può negare che in questi anni ci sia stato un positivo e notevole impegno di Associazioni di cittadini, di Sacerdoti e Comunità parrocchiali, di Sindaci e Consigli comunali, di Medici e Ricercatori, di Operatori della comunicazione, delle Forze dell’ordine, di Vigili del fuoco, di tanti che in vario modo hanno testimoniato una viva sensibilità ed attenzione all’importanza della vita e del bene comune e si sono mostrati responsabili promotori di una nuova cultura di partecipazione sociale.

L’entità degli incendi di rifiuti che sono stati registrati in questi ultimi tempi, con le gravi conseguenze che ne ricadono sulla salute umana, unitamente al perdurare di intollerabili situazioni di degrado ambientale ci chiamano ancora una volta ad invitare la comunità cristiana a testimoniare la verità della fede, a riconoscere che la terra e la vita sono un dono che la sapienza luminosa del Creatore ci ha offerto e ci ha affidato.

Papa Francesco ha spiegato che la fede dona sapienza nuova alla vita della società umana, e ha scritto: “La fede, nel rivelarci l’amore di Dio Creatore, ci fa rispettare maggiormente la natura, facendoci riconoscere in essa una grammatica da Lui scritta e una dimora a noi affidata perché sia coltivata e custodita; ci aiuta a trovare modelli di sviluppo che non si basino solo sull’utilità e sul profitto, ma che considerino il creato come dono di cui tutti siamo debitori…”. (Lumen fidei 55)

 

Carissimi,

di fronte a tante gravi forme di inquinamento e di maltrattamento della “nostra madre terra”, come diceva S. Francesco d’Assisi, avvertiamo un terribile senso di impotenza, di incapacità a fermare la mano di chi inquina o incendia rifiuti. C’è il forte rischio che davanti al male, che agisce nelle tenebre, si rimanga indifferenti, abituati, rassegnati.

Come insegna ancora Papa Francesco citando il Patriarca Bartolomeo I, noi vogliamo annunziare “che un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio” (Laudato Sì, 8), e siamo chiamati a testimoniare che solo cambiando l’atteggiamento dell’umanità verso la natura, imparando a non considerarla come qualcosa da usare solo per soddisfare il proprio egoismo, ma che, al contrario, attraverso di essa siamo invitati a conoscere a dialogare con Dio, a saper scegliere l’essenziale, a valorizzare la bellezza e la bontà di ogni creatura e a riconoscere la dignità della persona umana. Per questo il Papa ci invita ad un cammino di conversione, a “passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere… È un modo di amare, di passare gradualmente da ciò che io voglio a ciò di cui ha bisogno il mondo di Dio. È liberazione dalla paura, dall’avidità e dalla dipendenza” (Laudato Sì, 9).

 

Illuminati da questo insegnamento, nello stile proprio dei cristiani, vogliamo far sentire a tutta la nostra società la voce potente dei figli di Dio che chiedono rispetto per la terra e vogliono offrire amore e fraternità a tutta l’umanità. Per questo non scenderemo in piazza a protestare contro qualcuno, non alzeremo il volume di roboanti strumenti di amplificazione, ma semplicemente vorremo dedicare, offrire una giornata di digiuno e di preghiera, di penitenza e di ascolto della Parola di Dio.

Il silenzioso digiuno dei cristiani e l’intensità della preghiera comune vorranno essere un atto di conversione, di riparazione per i peccati commessi contro la bellezza e la bontà della natura che Dio ci ha donato, e speriamo possa coinvolgere ed essere come un’onda lunga, che parte da lontano per arrivare ad immergere in sé ogni scoglio e ciò che trova sul suo cammino.

A ciascuno dei fratelli e sorelle cui arriverà questa nostra lettera affidiamo l’impegno di diffonderla mediante tutti gli strumenti possibili, affinché tanti possano partecipare alla giornata di digiuno e di preghiera per la nostra conversione ad amare e rispettare la natura e perché si abbia cura dell’ambiente e si possa veramente conoscere ed amare Dio in ogni sua creatura.

Invitiamo tutte le Comunità parrocchiali e religiose, le Associazioni, i Movimenti e tutti i cristiani a vivere nella giornata di GIOVEDI 29 NOVEMBRE 2018 una GIORNATA DI DIGIUNO che possa culminare a sera in un momento di PREGHIERA COMUNITARIA .

 

Grati per la comunione nella preghiera e nella fraternità, cordialmente invochiamo su tutti la benedizione del Signore che ama la vita.

 

I vostri Vescovi

+ Giovanni D’Alise

+ Antonio Di Donna

+ Angelo Spinillo

+ Francesco Marino