Maxi inchiesta rifiuti: indagati il fratello dell'ex sindaco di Sant'Arpino e un ex assessore di Aversa

carabinieri tutela ambiente

Secondo la procura Antimafia, Carlo Savoia, fratello 48enne dell'ex sindaco di Sant'Arpino Giuseppe, sarebbe tra le figure cardine nell'ambito dell'indagine sul traffico di rifiuti in Campania. Per la DDA l'uomo sarebbe al centro di un vasto traffico organizzato di rifiuti proveniente da Napoli e diretto verso il Nord del Paese, in particolare verso il Veneto. Per i pm Savoia sarebbe riuscito a condizionare appalti multi milionari e avrebbe «predisposto bandi di gara o parte essenziali degli stessi col contributo illecito di pubblici funzionari, tra cui anche un assessore del Comune di Aversa in carica dal 2016 al 2017.  Savoia, afferma l'antimafia, avrebbe «sfruttato i suoi consolidati rapporti di affari e politici con Nicola Ferraro (ex consigliere regionale dell'Udeur, condannato per concorso esterno in associazione camorristica) e Nicola Cosentino (condannato per concorso esterno in associazione mafiosa)». La Direzione Distrettuale Antimafia contesta al 48enne di essersi «adoperato» anche nelle gare per la raccolta dei rifiuti nei comuni di: Aversa (base d'asta 34 milioni di euro); Sant'Arpino (7 milioni di euro); Cardito (5 milioni); Casandrino (7 milioni).

Al centro dell'indagine la società di smaltimento e trattamento di rifiuti Xeco srl, per la quale il fratello dell'ex primo cittadino santarpinese, ricopriva il ruolo di amministratore unico. Il "colletto bianco" era anche ex presidente della Eco4, società risultata gestita dal clan dei Casalesi, rientrante anch'essa nell'inchiesta che ieri ha portato il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri ad eseguire decine di perquisizioni in 7 comuni della Campania.

Gli inquirenti ritengono che esisterebbe addirittura un "sistema Savoia", finalizzato a predisporre bandi di gara ad hoc per condizionare “la scelta del contraente”. Nell'indagine sono coinvolti anche quattro collaboratori. Per la Dda, il 48enne e i suoi dipendenti però, non avrebbero agito da soli, ma avrebbero ricevuto il contributo illecito di pubblici funzionari, preposti alle procedure di gara, o di esponenti di vertice delle pubbliche amministrazioni.

Ieri mattina, le abitazioni di tutti gli indagati, sono state perquisite dai carabinieri su delega dei pm Maurizio Giordano, Gianfranco Scarfò e Fabrizio Vanorio, titolari dell’inchiesta.

TRAFFICO RIFIUTI E APPALTI: INDAGINI SU SETTE COMUNI, VERIFICHE SULLA PRESENZA DEI CLAN