Le dritte del globetrotter: Sri Lanka, una goccia in mezzo all’Oceano Indiano

spiaggia Lo Sri Lanka, l’antica Ceylon, la lacrima dell’India, un’isola a pochi km a sud est della penisola indiana che al suo interno ha ogni tipo di paesaggio, un territorio lussureggiante che gode di un costante clima tropicale. Un paese ricco di storia antica con i primi insediamenti buddhisti risalenti al terzo secolo a.c. che oggi rappresentano il grande patrimonio archeologico dell’isola. Una meta divenuta un must del turismo mondiale, adatto sia a chi cerca il relax e comfort delle strutture alberghiere più in, sia per chi brama un’avventura esplorativa alla scoperta di un paese che abbina ad una natura ancora selvaggia una storia millenaria. 
 
Una storia difficile
L’ultimo mezzo secolo, invece, è stato un periodo difficile per il paese, funestato da guerre intestine per lungo tempo: un vero e proprio conflitto civile cominciato nel 1983 e combattuta tra il gruppo militante comunista e nazionalista Tigri Tamil contro le forze militari del governo centrale per favorire la secessione della parte nordorientale del paese (patria dei Tamil, appunto). Le “tigri” furono sconfitte nel 2009, l’allora presidente Mahinda Rajapaksa diede inizio alla rinascita del paese con la costruzione di infrastrutture moderne e il deciso rilancio del settore turistico. 
 
Nel frattempo il paese era stato messo in ginocchio dal violento maremoto del 26 dicembre 2004, uno tsunami che verrà ricordato come uno dei più distruttivi della storia moderna. Più di 40 mila vittime nel solo Sri Lanka (il maremoto colpì con violenza anche Indonesia e Thailandia), l’evento porto a una sorta di acquietarsi del conflitto civile conseguente allo shock per i danni subiti. Nella fase di ricostruzione influenti imprenditori spinsero per la privatizzazione di molti dei terreni colpiti dallo tsunami, precedentemente appartenenti alla popolazione locale che fu spostata nell’entroterra in campi temporanei che divennero la loro casa dopo che nei loro terreni furono edificate numerose strutture turistiche. Una situazione che rinfocolò lo scontro con i Tamil fino alla resa del gruppo secessionista nel 2009. 
 
Un’idea di itinerario
Lo Sri Lanka ha tanto da offrire ai suoi avventori, innanzitutto una calda accoglienza da parte della popolazione locale, ma soprattutto un vasto territorio tutto da scoprire. Esistono diverse soluzioni in merito a come sfruttare il tempo a disposizione, molto dipende da cosa scegliamo di vedere e quali attività preferiamo fare. 
 
Prima tappa: Negombo
L’aeroporto nel quale atterrano la maggior parte dei voli internazionali è quello di Bandaranaike, sulla costa ovest. La visita alla capitale Colombo potrebbe risultare non troppo soddisfacente considerato il grosso affollamento e una configurazione cittadina votata al turismo mainstream, vicino all’aeroporto c’è, invece, la città di Negombo, terra di pescatori a solo 8 km dal suddetto aeroporto. Negombo è piccola, non troppo affollata dai turisti e ha molti scorci caratteristici del vero Sri Lanka, soprattutto è economica sia dal punto di vista del vitto che dell’alloggio. 
 
Il triangolo culturale
Opinione comune di chi c’è stato è che la vera meta srilankese da considerare “imperdibile” è il triangolo culturale che si trova al centro dell’isola. Qui si trovano i primi insediamenti dei monaci buddhisti e si respira un’aria di storia antica e autentica. Volendo tracciare un breve itinerario, considerando la partenza da Negombo, si potrebbe cominciare a visitare l’antico tempio di Dambulla, proseguire verso la meravigliosa città di Polonnaruwa che si trova vicino al parco naturale di Minneriya (dove spesso si avvistano elefanti selvatici). L’altro grande e storico polo della zona è la città di Anuradhapura, antica capitale del paese. Da qui il viaggio proseguirà verso le spiagge orientali. 
 
La costa est: Trincomalee
 
Le spiagge orientali, quelle bagnate dal golfo del Bengala, sono quelle meno assaltate dal turismo sfrenato ma anche quelle colpite più colpite dallo tsunami del 2004. Partendo da Anuradhapura il consiglio è spostarsi verso Trincomalee dove vi attenderà un paesaggio fatto di ampie spiagge, acque cristalline e natura selvaggia. Potrete finalmente concedervi qualche giorno di relax con le varie attività della zona: lo snorkeling, giri in barca, visite dei templi. 
 
Scendendo verso sud si arriva prima a Batticaloa, dimenticata dal turismo di massa, con una bellissima cittadina e i segni ancora visibili del maremoto. Da lì si arriva ad Arugam bay, una baia vivace che nasconde nell’entroterra splendidi templi visitabile con un tour in tuk tuk, speciale tre ruote della srilankese.
 
Ultimi consigli
 
Insomma, questa è solo una della possibili soluzioni di viaggio che offre lo Sri Lanka. In generale bisogna considerare che il paese non è caro (anche se di più rispetto alla media asiatica), al cambio 1 euro vale 180 rupie, scegliendo di dormire in città meno conosciute (e meno care!) e mangiare in locali tipici (con i veri sapori srilankesi) le spese più care che restano sono il viaggio in aereo e la visita a parchi e templi. 
 
Non è da escludere l’idea di rivolgersi ad agenzie turistiche per approfittare di pacchetti che insieme alla visita del paese offrono anche delle agevolazioni sui voli, alcune abbinano al tour in Sri Lanka anche qualche giorno di relax totale alle Maldive, che sono relativamente vicine. Insomma per prezzi e opportunità può essere una validissima alternativa. 
 
Ma se siete dei globetrotter che amano l’avventura non avete che da cominciare a fare il check dei voli per i periodi della stagione secca (settembre/ottobre – dicembre/marzo), stimare una road map lontana dai poli turistici più inflazionati e armarsi di tanta voglia di scoprire un posto lontano ma molto speciale.