Processo don Barone, il vescovo Spinillo ascoltato come testimone. Mostrato video shock

Don Michele Barone Le Iene

E’ stato ascoltato per diverse ore il Vescovo della Diocesi di Aversa, Angelo Spinillo, durante il processo che vede sul banco degli imputati don Michele Barone, il prete accusato di esorcismi illeciti, abusi e maltrattamenti ai danni di tre ragazze, tra cui una minore di 13 anni. Spinillo, ascoltato come persona informata sui fatti avvenuti a Casapesenna, durante l'udienza tenuta ieri dinanzi alla dottoressa Francica, ha ammesso che fino al 2017 non era al corrente di quanto facesse il prete, solo successivamente sarebbe stato informato degli esorcismi, «pratiche piuttosto forti» afferma, e per questo avrebbe ripreso Barone. «L'ho rimproverato in privato» ha dichiarato il pastore della Diocesi aversana, «Dissi alla sorella che c'era un esorcista autorizzato e poteva rivolgersi a lui».

Ma secondo l'accusa, anche dopo che la Diocesi irlandese di Ferns inviò una missiva in cui denunciava le anomale pratiche esorcistiche del prete, visto in azione a Medjugorje in uno dei tanti viaggi con i fedeli, il vescovo Spinillo tacque pubblicamente, senza rendere note le vicende contestate e senza informare i fedeli di quanto stava accadendo.

Nel corso della lunga udienza, i pubblici ministeri Di Vico e Pannone hanno anche mostrato al Vescovo un video - rinvenuto sul computer di don Barone - che riprendeva l'ex prete in un suo esorcismo eseguito presso il Tempio di Casapesenna. Dopo aver visto le riprese, in cui Barone dava schiaffi e sputava in bocca alla persona ritenuta posseduta dal demonio, Spinillo ha affermato che pratiche di questo tipo non solo non sono corrette, ma che l'indemoniato non va toccato, al massimo «contenuto» quando necessario. 

Il vescovo interrogato sul perché i provvedimenti a carico del sacerdote siano giunti solo dopo la messa in onda del servizio condotto dalla trasmissione di Italia1 "Le Iene", nonostante fossero giunte segnalazioni anche dalla sorella della minore, ha spiegato che in casi di questo tipo prima di procedere sono indispensabili accertamenti e prove, che possano appurare la veridicità di quanto segnalato.

Don Michele Barone resta nel frattempo rinchiuso nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Alla sbarra con il sacerdote anche il poliziotto Luigi Schettino e i genitori della tredicenne affetta da problemi psichici. Il processo è stato rinviato alla prossima settimana.

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