Mostra Ricordi opere di Carlo Capone

Carlo Capone ExpoArt

Sabato 27 Ottobre presso la Galleria Saccone di Santa Maria Capuo vetere, si è inaugurata la personale pittorica diell'artista aversano Carlo Capone, presentata dal noto storico e critico d'Arte Francesca Mezzatesta. Un vero successo, che ha attratto tantissimi cultori dell'arte, ma anche il pubblico delle nuove generazioni, cogliendo cosi, uno degli intenti a cui aspira l'artista campano : quello di avvicinare l'arte alle nuove generazioni esprimendo la cultura della memoria in tutti quei campi forieri di valori e bellezza (dal fumetto, al cinema, alla musica, alle prime macchine, allo sport, agli animali e soprattutto ai sentimenti quali l'amore). La mostra dal titolo:“Ricordi” si snoda tra le stanze della Galleria della Famiglia Saccone, dove l'atmosfera è intrisa di professionalità ma si avverte anche l'amore dei familiari che la gestiscono in memoria di ciò che il padre ha fondato prima di loro. La mostra suddivisa in tematiche per soggetti, che rievocano il vissuto personale dell'artista ma anche l'universo mnemonico collettivo, ci invita a “viaggiare”: una metaforica valigia tridimensionale realizzata con la sua originale tecnica di collage e pittura, che troviamo alla fine del percorso visivo e sembra dirci di portarci dentro tutti i “ricordi”, tra sogni e desideri della nostra esistenza abbandonandoci tra malinconia e desiderio di “ritorno”, senza tempo ne spazio. Cosi dalle prime stanze troviamo la serie dei fumetti dei “Superheroes” agli animali, che sembrano investirci cinetici e con dinamismi anatomici tridimensionali e proiettano nello stupore avventuriero, uscendo dalle loro cornici e portandoci dentro come in un safari tra le polveri dei colori o lasciandoci circumnavigare nei grafismi della chioma J. Hendrix simboleggiando il vorticoso ritmo della sua musica sino ai più placati toni vintage dei ritratti dei musicisti storici come D. Cimarosa. Ma la caratteristica che diviene cifra e imprinting riconoscibile e geniale dell'artista è il supporto che utilizza in tutte queste opere: carta di giornali su cui a seconda i personaggi associa le parole delle testate di cronache, fogli di spartiti o atti notarili su cui poi interviene con contaminazioni pittoriche sopra. Ergono cosi, contrasti policromatici e altamente materici dei colori criniere di cavalli al vento che schizzano fuori come fossero antichi bassorilievi, che danno l'illusione di una pellicola in movimento esattamente come nel personaggio del primo cinema di Charlie Chaplin a cui il Maestro dedica un intero ciclo suscitando una grande potenza comunicativa dove attraverso lo sguardo ci lascia immergere nell'oceano dialogante dei percorsi della vita riconoscibili nella vita di ognuno tra passioni, dolori e gioie tutti quei “luoghi della memoria”, quelli che contengono infinite emozioni e sentimenti. L'espediente della carta di giornale per le opere d'arte, è certamente già stato usato in altre correnti artistiche da Picasso a Carrà, al “combine- paintings” di Rauschenberg, cosi come gli aspetti fumettistici di Roy Linchtenstein, al “decollage” di Mimmo Rotella, ma le rivisitazioni di Carlo Capone vengono risolte per stile e contenuti in modo del tutto personale, come è sovente per artisti come lui che vengono da una formazione artistico accademica e che oggi operano nel settore della grafica e della comunicazione ad alta caratura. Carlo Capone difatti, oltre ad aver sin da giovane gestito autonomamente il suo atelier artistico ha da anni ideato e diretto la sua famosa nel settore, rivista Expo Art, che lo tiene continuamente aggiornato sulle dinamiche dell'arte contemporanea e scambiando pareri tra critici, galleristi e i noti artisti con cui si relaziona a livello internazionale. Scrive delle sue opere il critico siciliano Francesca Mezzatesta: “Oltre all'immaginario collettivo, le sue opere rendono visibili e vivi, i ricordi che attraversano più di uno stato d'animo dell'artista, in un sinestetico abbandono dei sensi rende l'immagine non più solo accessibile al semplice sguardo, ma anche al ricordo del tatto, dei profumi, o dei suoni. Se nella produzione di oggetti o altri soggetti prevale l'azione nel ciclo dedicato al ritratto femminile, l'azione è contenuta nello sguardo che ne svela la bellezza dell'anima e la delicatezza del volto e degli incarnati, su cui giocano le carezze della luce, in cui indugiano tra ombre e lampi improvvisi. Ogni bagliore di pupille o di pelle, si traduce in una frase di una poesia, dove tutte le parole dello sfondo, si disperdono nel vuoto e lasciano spazio solo ai “luoghi della memoria”e alla dimensione misteriosa di rendere i sentimenti, senza tempo ne spazio.” La Mostra chiuderà i battenti il 10 Novembre 2018 lasciando un “ricordo” indelebile dell'opera di questo artista che certamente lancia un invito importante a riflettere sulla forza dei ricordi al di la delle parole che si dileguano alle nostre spalle cosi come quelle stampate nella testata della cronaca sulla morte di Marilyn che lui ci rende viva nel nostro ricordo vivida nei suoi colori e sorridente, il passato forse è solo un illusione e il “ricordo” annulla spazio e tempo e quella “valigia” alla fine della Galleria e di questa bellissima Mostra forse rappresenta tutto ciò che di più prezioso è da conservare in noi!