Vittime della Strada, Biagio Ciaramella: “Un team di esperti per dar voce e giustizia a chi non c’è più”

Biagio Ciaramella

“Non vogliamo più arrivare dopo le tragedie, ma prima”. Queste le parole di Biagio Ciaramella che, dopo la tragica scomparsa di suo figlio, Luigi Ciaramella, da 10 anni è referente, nell’agro aversano, dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (A.I. F.V.S.).

Della sua dolorosa esperienza, Biagio, con le sue associazioni, ne ha tratto qualcosa di positivo, ovvero stare vicino a tutte le famiglie travolte e straziate dallo stesso dolore. Oltre a difendere moralmente le vittime, dopo tanti anni di lavoro ed esperienza sul territorio nazionale, l’associazione ora si avvale anche di un vero e proprio team a disposizione delle famiglie, affinché il messaggio arrivi sempre più forte: quello di evitare tragedie e rendere giustizia a coloro che perdono la vita per errori altrui.

“Da oggi le vittime dei sinistri stradali e le loro famiglie - afferma Biagio Ciaramella - non saranno più sole. Come associazione siamo sul territorio da 10 anni e di esperienze ne abbiamo accumulate moltissime. Spesso, ci sono stati tanti errori nei processi, tante figure poco precise (e la mia diretta esperienza può confermarlo), ma di tutto questo ne abbiamo fatto tesoro perché vogliamo aprire gli occhi alle famiglie stravolte dal nostro stesso dolore. Proprio per questo motivo, noi come associazione ‘Familiari e Vittime della Strada’ ci possiamo costituire, gratuitamente, come parte civile alla prima udienza per dar forza alla vittima. Allo stesso modo, siamo pronti per chiunque ritiene opportuno un supporto legale. Inoltre ci serviamo anche di giornalisti per far sì che la famiglia dia voce a chi non c’è più, di psicologi per un sostegno morale e di periti per scorgere la verità su ogni singolo caso”.

Tutto ciò sarà possibile consultarlo sui diversi portali online di cui si avvale all’associazione e attraverso manifestazioni e stand allestiti a livello nazionale.
“Noi - conclude Ciaramella - stiamo facendo tutto questo perché vogliamo farci sentire ad ampia voce anche nelle istituzioni affinché siano più attente. Vogliamo stare fianco al fianco delle famiglie, lottare con loro perché non vogliamo più che si verifichino tragedie dalle quali non si può più tornare indietro. Queste di cui noi stiamo parlando, sono vite umane”.