Jambo centro commerciale

Continuano i problemi al centro commerciale Jambo, dove il titolare del "Be Food" ha dovuto chiudere le serrande. Secondo le indagini, due dei quindici dipendenti, avrebbero fatto sparire delle fatture e per questo motivo sono stati licenziati. L’amministratore della società ha avviato degli accertamenti e sul caso è in corso un’inchiesta della Procura di Napoli che ha chiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari  Federica Colucci, la chiusura del locale.

Sulla vicenda è intervenuta l’amministrazione attuale del Jambo1, che sottolinea: «La ‘Cis Meridionale srl’, società proprietaria del centro commerciale ‘Jambo1’, è un’azienda attualmente gestita dallo Stato, sottoposta alle direttive del Tribunale di Napoli e della Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc). Alla luce di una ricognizione nei rapporti con gli esercenti all’interno del centro commerciale ‘Jambo1’ di Trentola Ducenta, disposta dall’amministratore unico e coadiutore dell’Anbsc, Salvatore Scarpa, volta al ripristino della legalità all’interno dello stesso, è emerso che tramite artifizi contabili era stato artatamente annullato, da parte di dipendenti infedeli prontamente licenziati nello scorso mese di luglio, il debito di 37.587,20 euro che la società ‘Be Food Srl’ avrebbe dovuto onorare in virtù della stipula del contratto in data 05.01.2011. Si specifica ulteriormente che i fatti enucleati in precedenza sono stati oggetto di denuncia presso le autorità competenti. Pur manifestando ampia solidarietà nei confronti del personale dipendente della società ‘Be Food srl’, questa Amministrazione ribadisce che nel corso degli ultimi mesi sono stati ottenuti notevoli risultati dalle attività di controllo poste in essere a salvaguardia dell’immagine della ‘Cis Meridionale Srl’. Numerosi, infatti, sono stati gli sgomberi di esercenti i cui contratti andavano risolti. Questo lavoro di ripristino del rispetto delle regole sta proiettando il centro commerciale ‘Jambo1’ a diventare un modello di etica economica, finanziaria e culturale di sviluppo per l’intero territorio dell’agro aversano. All’esito di ulteriori e necessari controlli, questa Amministrazione, non esclude che si rendano necessari altri allontanamenti di attività economiche presenti all’interno della struttura commerciale».

Non è mancata la risposta della Be Food, che attraverso il suo amministratore Vincenzo Gala ha fatto sapere: «Non ci possono mandare così da un giorno all’altro in mezzo alla strada perché ci sono anche delle famiglie, ben quindici, da salvaguardare che così si ritroverebbero senza i mezzi per vivere. E’ un abuso che non possiamo tollerare. Tutto questo  - continua - per una errata interpretazione da parte dell’amministratore giudiziario che guida il Jambo. Ora, dopo ben 7 anni, si sono ricordati di quel fondo di rotazione e l’amministratore giudiziario ci ha chiesto 37.500 euro di arretrati. Ma a quanto pare c’è qualcos’altro contro di noi visto che, nonostante il pagamento di questi soldi, allo stesso modo hanno deciso di cacciarci dal centro commerciale. Ci sono veramente tantissime incongruenze».

Pur di evitare la chiusura, Gala aveva deciso di pagare con un anticipo di 7500 euro e tre rate da 10mila euro. Dopo aver pagato 27.500 euro e a pochi giorni dal pagamento della terza rata arriva il colpo di grazia: «Dovete lasciare i locali entro cinque giorni». Nel provvedimento si legge, tra l’altro, «che la famiglia Gala avrebbe avuto rapporti con due ex dipendenti della Cis Meridionale che oggi sono indagati per truffa».