Colpo di scena, assolto l'imprenditore accusato dal boss Antonio Iovine

Ferdinando Di Lauro Antonio Iovine

Ieri, lunedì 22 ottobre, dopo ventinove mesi di detenzione preventiva, è stato scarcerato ed assolto da tutti i reati Ferdinando Di Lauro, l’imprenditore di San Cipriano d’Aversa, vincitore di appalti, tra cui quello per la realizzazione dell’Area Pip di Aversa, che finì in galera nel 2016 accusato dall’ex boss del clan dei Casalesi pentito, Antonio Iovine.
All'imprenditore 52enne sono stati dissequestrati tutti i beni, così come disposto dal tribunale di Napoli nord di Aversa. Ferdinando di Lauro, difeso dal legale Nando Letizia, è stato assolto dal reato di associazione camorristica e di turbativa d’asta aggravata dal metodo mafioso, perché il fatto non sussiste.

In galera con lui finì anche il socio. L’indagine fu coordinata dal pool antimafia del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli (pm Catello Maresca) e condotta dai carabinieri del comando di Caserta.

Per la Dda di Napoli, tra il 2007 e il 2011 grazie a presunti agganci nel Comune di Aversa, il 52enne sarebbe riuscito ad aggiudicarsi l’appalto da 21 milioni per la realizzazione dell’Area Pip. Antonio Iovine, raccontò di aver gestito Ferdinando Di Lauro e altri imprenditori utilizzandoli a suo piacimento nelle dinamiche di affidamento di gare di appalto, che riuscivano - secondo il collaboratore di giustizia - ad aggiudicarsi facilmente.

Per l'accusa,  il precedente imprenditore affidatario della costruzione dei capannoni, Michele Russo, sarebbe stato costretto a cedere l'area Pip, ma la circostanza non sarebbe stata dimostrata durante il processo. Per la difesa, accolta dai giudici, il progetto Pip per due volte non venne mai applicato.

L’appalto ricade nel periodo in cui il primo cittadino di Aversa era Domenico Ciaramella, che - durante la fase dibattimentale - ha testimoniato, chiarendo di non aver mai ricevuto pressioni per i lavori dell’area Pip. Per arrivare a questo verdetto ci sono voluti due anni, tempo che l’imprenditore sanciprianese ha trascorso nel penitenziario di Secondigliano.

Nella foto da sinistra Ferdinando Di Lauro e Antonio Iovine