giulia della cioppa libro cover

Nei giorni scorsi, ad Aversa, all’Artgallery Civico 103, è stato presentato “In fondo per tutti è così”, romanzo d’esordio di Giulia Della Cioppa, 22 anni, casertana, da tre anni a Milano per lavoro, ma con solide radici al Sud. E al Sud, nella sua terra, è ambientata l’opera, che non è autobiografica ma che, come dice l’autrice, «ha molto a che fare con me». Corale e intensa è stata la partecipazione all’evento: la poetessa Melania Panico, che ha presentato il libro, ha evidenziato che nel romanzo «la crisi, il limite, la rottura sono state le condizioni essenziali per la fioritura di nuovi percorsi e che la condivisione del disagio e il racconto delle difficoltà sempre ci aiutano a sentirci meno soli e perciò risultano salvifici». Ciò spiega il senso del titolo che nomina il fondo come caduta, dolore, e, al contempo, lo doppia, utilizzandolo come apertura ad un’esperienza comune di viventi. Marina Cioppa, drammaturga e attrice di teatro, ha prestato la sua voce alla lettura di alcuni passi del libro, accompagnata al pianoforte da Francesco Corrado, autore di “Uncompromised Land”. «Claudia – racconta Giulia – è una ragazza di 27 anni che vive a Caserta e lavora a Napoli, al “NapoliWeek”, un giornale settimanale di cui cura una rubrica. Scrive e risponde d’amore, tentando di facilitare il difficile lavoro degli amanti e degli amati. Contemporanea all’ordinarietà della vita di Claudia si svolge un’altra storia, visionaria eppure autentica, colma di verità che la trascina nel tormento e nell’ angoscia, tutte le volte che si addormenta. È una storia ripetitiva, ciclica che pone Claudia di fronte a un bivio, una e cento volte. Una storia crudele – rivela l’autrice – che la fa precipitare in un passato buio e nella difficoltà di operare scelte». Tutta la cura che mette nelle relazioni con i suoi amici, con suo fratello, tutta l’attenzione che ha per la madre e il padre che sono radici salde e sempreverdi, non riesce ad averla con sé e per sé. Con Enea, un produttore musicale che una sera incontra, è dura e rigida, amorevole solo quando sa di essere al sicuro. «Claudia – aggiunge Giulia – vive un conflitto interiore, che diventa il carattere cardinale del libro. Nell’equilibrio diurno trovato non c’è posto per l’amore, la vita è tenuta a distanza e frenata, ma la crudeltà che la trascina giù nel fondo senza esitare non l’abbandona. Una mattina, però, varrà più delle altre; una mattina consegnerà a Claudia – conclude – risposte che scioglieranno i suoi dubbi».