Tributo a Lennie Tristano

lennie tristano

E' ricominciata il 13 ottobre la programmazione musicale del Chiostro di San’Audeno ad Aversa che ogni sabato sera, propone concerti live dal jazz al pop-rock, offrendo un cartellone eventi espressione della migliore scena artistica contemporanea.
La prima è stata dei Naimar Quartet Jazz con un tributo al grande Lennie Tristano, per poi esplorare in un percorso originale le capacità espressive del grande jazz, a partire dalle 21,00.
I Naimar Quartet Jazz, sono formati da Milena Pirozzi (piano), Alfredo Apicella (sax), Isa Di Donato (bass), Raffaele Nicchio (drums).
La scelta è sembrata quasi obbligata poichè, non molti lo sanno, Leonard Joseph Tristano nacque a Chicago il 19 marzo 1919 proprio da una famiglia di origini aversane. Si impose sulla scena artistica mondiale come pianista e compositore, protagonista assoluto del Jazz. Morì a New York il 18 novembre del 1978 circondato da un’aura di leggenda.
La fama del musicista italo-americano era cresciuta nel tempo, anche per le sue apparizioni, che erano del tutto occasionali anche quando godeva di buona salute. Questa “assenza”dal mondo del jazz era giustificata come protesta e disappunto per la recente produzione dei contemporanei rispetto a quella dei grandi musicisti di un tempo quali: Charlie Parker, Lester Young, Earl Hines, Roy Eldridge.
Tramontata l'era dei boppers Tristano divenne, alla fine degli anni quaranta, uno dei maggiori esponenti del Cool jazz, etichetta che però lui stesso contestava con disappunto.
A tal proposito, dichiarava: «Cool Jazz è un termine stupido. Il jazz che noi si suonava non era affatto freddo. Era rilassato, era privo di spettacolarità, era serio e impegnato, questo sì, ma non era certo freddo».
La sua famiglia era arrivata in America da Aversa (oggi vi è una strada a lui dedicata grazie al lavoro decennale del Jazz club della città normanna) era il secondo di quattro fratelli.
All’età di nove anni divenne cieco a causa dell’influenza spagnola e dopo varie bocciature, fu indirizzato ad una scuola per ciechi nell'Illinois dove emerse sui compagni per la particolare inclinazione per la matematica e la musica.
Cominciò lo studio del pianoforte, del sassofono, del clarinetto e violoncello diventando direttore delle orchestrine studentesche.
In seguito si iscrisse al Conservatorio di Chicago, conseguendo il Bachelor of music in soli due anni sui quattro necessari; obbligato dal regolamento del conservatorio a studiare per almeno tre anni, si diplomò anche in pianoforte e composizione. Nel 1941 dovette lasciare il conservatorio senza diploma ufficiale non essendo in grado di pagare i 500 dollari necessari.
Il resto è leggenda.
Altrettanto leggendaria è la location degli eventi, una delle quattro superstiti in Italia.
Il culto di Sant’Audeno infatti, è quasi sconosciuto in Italia ed è limitato ai territori conquistati dai Normanni agli inizi dell’anno mille quando con l’unificazione sotto un’unica corona di tutti i territori del sud, nasceva il più grande stato unitario italiano.
I cavalieri normanni di Rainulfo Drengot, dopo essersi stabiliti come mercenari sul nostro territorio, ebbero il riconoscimento della loro potenza militare con la fondazione della prima contea italiana, per l’appunto quella di Aversa, nel 1030.
Intorno alla prima cinta muraria nascevano in poco tempo diversi borghi, uno di questi fu per l’appunto quello nato intorno alla chiesa di Sant’Audeno che era anche sede parrocchiale nei luoghi dove ancora oggi si vede.
Audoeno o Ouen era un santo molto venerato nei territori franchi del nord e i nuovi abitanti di Aversa gli erano legatissimi.
Quel che resta della chiesa e del suo chiostro è davvero una testimonianza eccezionale e rarissima. Esistono infatti soltanto altre tre chiese in Italia dedicate a sant’Audeno e con certezza possiamo affermare che quella aversana è la più antica, tra cui Bisceglie (1074) e Serra di Pratola (Avellino).