Vincenzo ucciso e fatto a pezzi per gelosia: condannato all'ergastolo Ciro Guarente

Ciro Gaurente Heven Grimaldi Vincenzo Ruggiero

Il giudice del tribunale di Napoli Nord, Fabrizio Finamore, ha condannato all'ergastolo Ciro Guarente, l'ex militare della marina 36enne, accusato di aver ucciso e fatto a pezzi Vincenzo Ruggiero, attivista gay 25enne di Parete. Guarente era reo confesso, per lui la difesa aveva chiesto la pena minima di 16 anni e mezzo di galera, ma ieri mattina durante il processo svoltosi con rito abbreviato ha avuto il massimo della pena.

La sera del 7 luglio, Guarente si presentò nell'appartamento della sua fidanzata transessuale Heven Grimaldi - situato in Via Boccaccio ad Aversa - per incontrare Ruggero, qui lo ammazzò a colpi di pistola, sezionò il corpo, lo cosparse di acido muriatico e cemento, per poi nascondere i resti in un tombino collocato in un autolavaggio a Ponticelli.
Secondo il giudice il movente sarebbe quello passionale, l'ex militare della marina infatti, era geloso del fatto che la sua fidanzata convivesse in quel periodo nella città normanna con la giovane vittima, ritenendo che tra i due ci fosse del tenero.

I familiari del 25enne subito dopo il verdetto hanno dichiarato: «Condanna giusta, ma non riavremo mai il nostro Vincenzo»

Alcuni resti della vittima, come parte del cranio, nonostante le accurate ricerche, non sono mai stati ritrovati.