Caivano, denunciati bracconieri

carabinieri

I militari del nucleo Carabinieri CITES di Napoli (Nucleo specializzato nella repressione dei reati connessi al commercio di specie esotiche ed in via d’estinzione, al contrasto del fenomeno del bracconaggio e dei reati in danno degli animali), unitamente alle Guardie Venatorie del WWF Italia, hanno effettuato, nell’ambito delle attività previste dal Coordinamento Operativo Locale Permanente Antibracconaggio (COLPA), una serie di controlli a cavallo nei dintorni di Caivano ed hanno condotto al deferimento di n.3 persone ed al sequestro di n.3 fucili, n. 3 richiami acustici che riproducono suoni idonei ad attirare anatidi e quaglie (muniti di batteria, trombe acustiche e metri di cavi), sagome galleggianti, cartucce per fucile ed esemplari di Alzavola (Anas crecca) già abbattute.
L’attività di caccia dell’avifauna migratoria, in particolare di anatidi, viene praticata, oltre che con il supporto di richiami acustici, anche con l’ausilio di postazioni fisse situate a margine dei terreni appositamente allagati e definiti “vasche”.
Gli uccelli che percorrono la direttrice migratoria tirrenica per tornare nei luoghi di riproduzione, vengono attratti nelle vasche proprio attraverso l’uso dei predetti richiami, rinvenuti all’interno di terreni incolti ben occultati in strutture in cemento e ferro, che riproducono i versi tipici del corteggiamento. Sono stati proprio i richiami che hanno reso possibile, in alcuni casi, di scoprire i bracconieri, ai quali sono stati contestati diversi reati previsti dalla Legge n. 157/1992 che regola l’attività venatoria.
Tale attività testimonia come l’Arma dei Carabinieri, per il tramite delle sue specializzazioni continui, in stretta sinergia con le associazioni ambientaliste, un’attività di controllo costante ed incisiva, volta alla protezione dell’avifauna.