Disastro viadotto Morandi in attesa della verità l'Italia piange i morti

vigili del fuoco casa

Le immagini viste in TV o nel web di ciò che è rimasto dopo il crollo del viadotto Morandi a Genova, sono terrificanti, scene da disaster movies hollywoodiano, ma orribilmente reali. Il bilancio ad oggi è di 39 morti tra cui 3 bambini e 16 feriti. Decine i dispersi che ancora adesso, vigili del fuoco, volontari e forze dell'ordine continuano a cercare senza sosta. Sul banco degli imputati c'è Atlantia, la società proprietaria del gruppo Autostrade per l'Italia che tra i suoi vertici vede la holding Edizione srl della famiglia Benetton. Sei sono le vittime campane coinvolte nel tragico incidente. Quattro ragazzi poco più che ventenni di Torre del Greco, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito, Antonio Stanzione e Giovanni Battiloro (freelance giornalista che collaborava anche con calcionapoli24.net), l'autotrasportatore Gennaro Sarnataro di 48 anni, che rientrava della Francia per trascorrere le ferie in famiglia e Stella Boccia ventitreenne di Somma Vesuviana. La tragedia del viadotto di Genova fa da scia all'altro tragico incidente autostradale di Bologna dove l'esplosione dell'autocisterna provocò il crollo della carreggiata autostradale, danni imponenti a casa e negozi e soprattutto altre 3 vittime. Adesso è iniziato il filone delle accuse, delle apologie; la speranza di tutti gli italiani è che alla fine, ci siano responsabili, pene e, soprattutto, che ci sia un cambio di rotta nella gestione degli appalti e nelle manutenzioni pubbliche. Per anni l'Italia, ma è giusto dire gli italiani, hanno sempre mostrato una certa idiosincrasia verso l'onestà e il buon senso, c'è bisogno di invertite la rotta. L'arduo compito del governo penta-leghista sarà quello che si era posto 160 anni fa Massimo D'Azeglio: “Fatta l'Italia, ora facciamo gli italiani". 

Giuseppina Gagliardo