Mercati ortofrutticoli: alleanza tra Casalesi e Cosa Nostra

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Un monopolio che secondo la Direzione Investigativa Antimafia ha determinato "una grave distorsione della libera concorrenza, che ha garantito all'organizzazione criminale ingenti guadagni attraverso attività solo apparentemente lecite". "Hanno rafforzato l'ipotesi investigativa di infiltrazione mafiosa all'interno del mercato ortofrutticolo palermitano - spiegano dalla Dia - alcune ordinanze applicative di misura cautelare, emesse dal gip di Napoli, quando viene contestato agli indagati (tra i quali anche Gaetano Riina, fratello del  defunto boss Salvatore), di controllare il trasporto su gomma da e per i mercati ortofrutticoli di Aversa, Parete, Trentola Ducenta , Giugliano  Fondi e da questi verso quelli del Sud Italia, interessando, in particolare, i mercati siciliani di Palermo, Catania, Vittoria (Ragusa), Gela (Caltanissetta) e Marsala (Trapani)". Ciò è sintomo di forti legami tra Cosa Nostra ed il Clan dei Casalesi.

il quadro crimonoso emerge dall'inchiesta che ha portato la Direzione investigativa antimafia di Palermo a confiscare 400 milioni di euro all’ex deputato regionale siciliano Giuseppe Acanto, ciò su diposizione della sezione misure di prevenzione del locale Tribunale.