Tiziana Cantone: suicida dopo diffusione video hard, rinviato a giudizio l'ex fidanzato

Tiziana Cantone

ll giudice dell'udienza preliminare Egle Pilla del Tribunale di Napoli ha rinviato a giudizio l'ex fidandato di Tiziana Cantone, la 31enne che il 13 settembre del 2016 si tolse la vita dopo aver subito la gogna mediatica per la diffusione di suoi video hot.  L'uomo dovrà rispondere di: calunnia, accesso abusivo a dati informatici e falso.   Tre accuse che afferiscono a tre momenti diversi degli ultimi frammenti di vita di Tiziana Cantone. La simulazione di reato risalirebbe alla falsa denuncia di smarrimento del telefonino fatta assieme alla giovane nell’aprile del 2015; la calunnia invece, alla prima denuncia sporta a maggio del 2015, nei confronti di cinque giovani accusati in un primo momento di aver diffuso i filmati a luci rosse, tutti membri di una chat privata, i quali poi sono stati scagionati dalla stessa vittima (nella sua terza denuncia), che ammetteva che la storia dello smarrimento del cellulare non era vera; infine, all'uomo è contestato l’accesso abusivo nel sistema informatico del telefonino della ex. Secondo l'accusa infatti, l'ex fidanzato avrebbe cercato attraverso un tecnico di entrare nella memoria remota del cellulare della compagna, con il fine di rimuovere alcune conversazioni compromettenti. Gli inquirneti ritengono che  avrebbe girato all'esperto informatico le password della vittima, firmando anche un’istanza per conto della stessa. Diversa invece, la posizione della difesa dell’imputato, secondo il quale c’era piena approvazione da parte della Cantone, nel dare mandato al tecnico, incaricato della rimozione di filmati e chat che la perseguitavano da tempo, a casua del loro contenuto virale e ormai divenuti drammaticamente pubblici.  Tutti i reati sono stati contestati nell'ambito dell'inchiesta volta a trovare la verità sulle cause che spinsero Tiziana ad impiccarsi con un foulard, nel garage della sua nuova casa di Mugnano. Il processo avrà inizio il 18 dicembre davanti ai giudici della quinta sezione penale del Tribunale di Napoli.

SUICIDA DOPO LA DIVULGAZIONE DEI SUOI VIDEO HARD. LA MAMMA DI TIZIANA CANTONE RACCONTA LE NOVITÀ SUL CASO