Ruspe a Casal di Principe: 400 case abusive da demolire

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Casal di Principe - con le sue 400 case abusive da radere al suolo - è tra i comuni della Campania in cui la decisione della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittime le norme anti-abbattimento della Regione, sta creando maggior malcontento. Le norme donavano ai sindaci la possibilità di non procedere all'abbattimento degli immobili irregolari con sentenza passata in giudicato, ma di acquisirli al patrimonio pubblico per poi alienarli o fittarli molto spesso proprio agli stessi ex proprietari responsabili degli abusi, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 140 depositata giovedì scorso, ha però dichiarato incostituzionali le disposizioni della legge della Regione Campania n.19/2017. La conservazione degli immobili abusivi acquisiti al patrimonio dei comuni non rispetta il principio fondamentale del Testo Unico sull’edilizia, e secondo la Corte, il legislatore «in considerazione della gravità del pregiudizio recato all’interesse pubblico» dagli abusi urbanistico-edilizi, ne ha imposto la rimozione - con il conseguente ripristino dell’ordinato assetto del territorio - «in modo uniforme in tutte le Regioni».

Quanto alla possibilità di locare o alienare gli stabili acquisiti al patrimonio comunale a seguito dell’inottemperanza all’ordine di demolizione - indipendentemente che il soggetto destinatario sia occupante per necessità oppure no -, l’articolo 2 della legge Campania n. 19/2017 la rendeva un «esito normale», ma così facendo violava il principio fondamentale della demolizione e quello della conservazione, in via eccezionale.

Gli immobili abusivi infatti, una volta entrati nel patrimonio dei comuni, devono essere abbattuti e solo in via del tutto eccezionale, attraverso una valutazione caso per caso, possono essere "salvati".