Abusi sessuali ed esorcismi: il processo di Don Michele Barone non passa al Tribunale di Napoli Nord

Michele Barone prete

Resta al tribunale di Santa Maria Capua Vetere il processo che vede come imputati l'ex sacerdote della Diocesi di Aversa Michele Barone, il poliziotto Luigi Schettino e i genitori di una delle vittime,  la 13enne maltrattata durante gli esorcismi. Questo è quanto deciso dal collegio presieduto da Maria Chiara Francica. I difensori degli imputati - avvocati Carlo Taormina, Carlo De Stavola e Giuseppe Stellato - avevano chiesto che il processo si trasferisse al Tribunale di Napoli Nord di Aversa, ritenendo che la maggior parte delle condotte contestate si siano verificate nel tempio di Casapesenna. Il collegio - accogliendo le tesi dei pm Alessandro Di Vico e Daniela Pannone - ha invece ritenuto che le condotte più gravi siano state attuate a Maddaloni, comune in cui risiedeva la vittima e di competenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il collegio ha anche bocciato un’altra richiesta di Taormina, relativa alla tardività della querela presentata da un’altra vittima del prete, che lo ha denunciato per violenza sessuale. Lo stesso legale, e così i difensori degli altri imputati, hanno poi chiesto di sentire la 13enne - che è stata ascoltata solo dal pubblico ministero in compagnia di un psicologo - e di risentire la sorella della piccola e le altre due vittime le cui dichiarazioni erano state raccolte durante l’incidente probatorio tenuto qualche settimana fa. Il collegio si è riservato e potrebbe decidere già nell’udienza del prossimo 17 luglio.

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