Grumo Nevano: sindaco e predecessore coinvolti nell'inchiesta su appalti rifiuti. Chiacchio si dimette

Pietro Chiacchio Grumo Nevano

Il primo cittadino di Grumo Nevano, Pietro Chiacchio, finito agli arresti domiciliari lo scorso 7 giugno, nell’ambito di un’inchiesta riguardante presunte irregolarità sull’aggiudicazione di gare d’appalto per la raccolta dei rifiuti, ha rassegnato le dimissioni dalla carica di primo cittadino.

Lo scorso giugno furono emesse misure cautelari anche nei confronti dell’ex sindaco di Grumo, Vincenzo Brasiello, del comandante della polizia municipale, nonché responsabile del servizio ecologia, Luigi Chiacchio, e di un vigile urbano, Antonio Pascale. Tutti sono stati accusati, a vario titolo, di peculato, frode, abuso d’ufficio, utilizzo di emissione di fatture per operazioni inesistenti, assenteismo.

Intanto, alcuni giorni fa i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli hanno disposto la scarcerazione dagli arresti domiciliari per ex sindaco di Grumo Nevano.

L’inchiesta era nata nel 2016 da una interrogazione parlamentare della senatrice dei Cinque Stelle, Paola Nugnes al Ministro dell’Ambiente e secondo la quale l’appalto iniziato nel 2006  viene pro- rogato fino al 2013. La pentastellata aveva affermato che: "Imponendo al gestore del servizio l’utilizzo di mezzi ed attrezzature ad uso esclusivo del Comune di Grumo Nevano; l’impiego di mezzi di nuova costruzione o costruiti da non oltre 2 anni, così come previsto dalle linee guida per la redazione degli atti relativi all’affidamento dei servizi di raccolta dei rifiuti urbani, alle procedure di gara e d’esecuzione dei relativi appalti; prevedeva un ammortamento dei mezzi impiegati nel servizio calcolato su un periodo di 5 anni”. E ancora: “Alla scadenza del contratto gli automezzi e le attrezzature, utilizzati per l’espletamento del servizio in mo- do esclusivo dalla Stazione Appaltante, qualora la stessa ne ravvisi la convenienza, saranno da questa acquisiti gratuitamente, fatti salvi i meri costi per i necessari passaggi di proprietà” . Il nuovo servizio viene affidato con determina del settore vigilanza. Poi c’è il nuovo appalto 2013 – 2018. I senatori scrivono: “l’amministrazione comunale continua a versare, mensilmente alla ditta le quote di ammortamento dei mezzi nuovi previsti nel piano industriale” e sottolinea che “il Comune sta pagando per nuovi i mezzi già utilizzati nel precedente appalto, nonostante gli stessi risultino vetusti, completamente ammortizzati, e di fatto di proprietà del Comune; al contrario il capitolato speciale d’appalto stabilisce che i mezzi devono essere di proprietà del gestore, devono essere idonei e devono essere “nuovi”.