Casapesenna: esorcismo su minorenne, prima udienza. Don Barone difeso da Carlo Taormina

Carlo Tormina Michele Barone

Ieri si è tenuta presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere la prima udienza del processo che vede imputato Don Michele Barone, il prete sospeso dal servizio dalla Diocesi di Aversa, poiché accusato di aver maltrattato e abusato sessualmente di almeno tre donne, tra cui una minorenne di 13 anni, durante sedute di preghiera e riti esorcistici. Le vittime si sono costituite parti civili.

Al sacerdote - tuttora in carcere - è contestata anche l'aggravante dello sfregio permanente, che avrebbe causato all'orecchio della ragazzina, durante gli esorcismi. Insieme al prete, sono imputati anche i genitori della 13enne, Cesare Tramontano e Lorenza Carangelo, che secondo l'accusa, avrebbero permesso di compiere le violenze sulla figlia, e il funzionario della Polizia di Stato Luigi Schettino, che avrebbe fatto pressioni sulla sorella della vittima, affinché ritirasse una denuncia presentata contro il sacerdote, e non avrebbe inoltre impedito l'attuazione delle violenze sulla giovane vittima.
Assente nell'affollata aula Don Barone, il suo avvocato, Carlo Taormina, davanti al collegio ha reiterato l'istanza di revoca della misura restrittiva, o in subordine la concessione dei domiciliari. Intanto, il noto legale ha anche presentato un’eccezione di incompetenza territoriale, poiché le indagini sugli esorcismi e sulle violenze sessuali, hanno stabilito che la maggior parte dei reati contestati sarebbero stati compiuti, secondo gli inquirenti, a Casapesenna e nei comuni limitrofi, territorio di competenza del Tribunale di Napoli Nord di Aversa.

La Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha fatto sapere di aver avviato l’indagine sui primi fatti consumati a Maddaloni, cioè nel luogo di residenza della famiglia della vittima, che in un secondo momento - presumibilmente spinta dall'imputato - si sarebbe trasferita a Casapesenna nei pressi del Tempio, proprio per rendere comoda la pratica esorcistica al prete.

Depositata negli ultimi giorni anche la lista dei testi che Taormina sottoporrà al collegio presieduto da Maria Chiara Francica. Tra i tanti, emerge il nome di monsignor Daniele Libanori, l'esorcista gesuita che a  gennaio scorso è stato nominato da papa Francesco vescovo ausiliare della diocesi di Roma. L’avvocato Taormina, ha chiamato in causa anche Caroline Doherty, la collaboratrice irlandese del sacerdote, la quale ha recentemente difeso l'attività di Don Barone. Il prete, come si è potuto riscontrare, si recava molto spesso in Irlanda per viaggi religiosi, che secondo gli inquirenti nasconderebbero invece la raccolta di offerte in denaro. Nella lista dei testimoni c’è anche una giovanissima presunta veggente di Casapesenna, che avrebbe dialoghi diretti con la Madonna e San Michele, soventemente invocati dal sacerdote durante i riti esorcistici.