Omicidio Ruggiero: il presunto killer Guarente vuole collaborare

Ciro Guarente

Ciro Guarente, l'ex cuoco 36enne della Marina, accusato di aver ucciso e smembrato il 25enne di Parete Vincenzo Ruggiero, a sette giorni all’avviso di chiusura delle indagini, da Matera ha dichiarato: «Sono pronto a dire i nomi dei miei complici».

 A un anno dall'efferato omicidio e dall’arresto di Guarente, a cui ha fatto seguito quello del pregiudicato Francesco De Turris di Ponticelli, che gli avrebbe fornito una pistola per ammazzare la giovane vittima, è emerso - circa una settimana fa - anche la presenza di un fucile a pallettoni che sarebbe stato utilizzato per ridurre in brandelli il cadavere del povero attivista gay.

Guarente sembra sia intenzionato a fare finalmente i nomi delle altre persone coinvolte nel terribile massacro, pianificato per motivi di gelosia. Pare che l'imputato abbia fino ad ora  taciuto per paura di ritorsioni nei confronti dei suoi familiari, che vivono proprio vicino all'autolavaggio dove i militari dell'arma ritrovarono il cadavere fatto a pezzi di Ruggiero.

Il presunto killer avrebbe deciso di «collaborare», visto il rischio di una condanna al massimo della pena. Intanto, è stata inoltrata la richiesta di interrogatorio, giunta al vaglio della Procura di Napoli Nord.

L'ex militare potrebbe chiarire molti elementi ancora oscuri, come per esempio dove si trova la testa del 25enne, che non è mai stata rinvenuta e che lui in un primo momento dichiarò di aver gettato in mare.

Le rivelazioni potrebbero inoltre, portare finalmente alla sepoltura della vittima. La famiglia di Vincenzo, purtroppo - a distanza di un anno - aspetta ancora di poter celebrare il funerale, non autorizzato perché mancano diverse parti del cadavere.

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