Anastasia Shakurova Biagio Buonomo Stefano Perale

Il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Venezia Marchiori, dopo aver rigettato un'eccezione presentata dal legale di Stefano Perale, il professore 51enne accusato di aver ucciso l’ingegnere di Sant'Arpino, Biagio Buonomo e la fidanzata Anastasia Shakurova, ha accolto la richiesta di giudizio abbreviato condizionato. La misura è finalizzata ad un'integrazione della perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato.

Perale dopo la fine della storia con Anastasia Shakurova, studentessa russa molto più piccola di lui - secondo l'accusa - non avrebbe accettato la fine della relazione fino a maturare l'idea criminale. Per i magistrati, l'uomo aveva pianificato l’omicidio della trentenne e del suo ragazzo, già nell’ottobre del 2016, quando venne a conoscenza della storia fra lei e il giovane santarpinese.

Secondo gli inquirenti, il professore avrebbe invitato la coppia a cena nella sua casa di Chirignago e in un calice di vino avrebbe mescolato un farmaco sedativo con azione ipnotica, prima di cenare. Fu a quel punto che i due ragazzi persero i sensi, Perale avrebbe quindi coperto la bocca di Anastasia con un tovagliolo imbevuto con cloroformio e cercato di fare lo stesso con Biagio, ma l'ingegnere cercando di scappare sarebbe stato poi colpito e ammazzato con un tubo di ferro alla testa. Non contento l'accusato, avrebbe poi abusato sessualmente del cadavere della giovane ex.

L'approfondimento è stato chiesto dalla difesa ed accettato sulla base di alcune risultanze emerse durante le indagini che riguardano particolari perversioni e disturbi della personalità dell'accusato. L’ipotesi, è che Perale sia parafilico e che il disturbo psichiatrico lo porti anche a soffrire di coprofagia, cioè a mangiare i suoi escrementi. Secondo quanto raccontato dallo stesso 51enne il disturbo avrebbe fatto la sua comparsa nel 2005. Ad avvalorare questa tesi vi sarebbero alcuni escrementi rinvenuti dai Ris di Padova sulla scena del duplice delitto, quando furono effettuati i rilievi.

Per questo motivo è stata richiesta un'integrazione della perizia che si attuerà attraverso l’ottavo colloquio con l'accusato da parte del perito, che avverrà nel carcere di Verona il 26 maggio e con il deposito di relazione integrativa da parte dell'esperto entro il 18 giugno. Si tornerà poi in aula il 2 luglio.

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