Aversa: ambulanze del Moscati gestite dal clan, arrestate due persone

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Secondo la Dda, il clan dei casalesi avrebbe favorito il monopolio della ditta che gestisce il trasporto delle ambulanze all’ospedale "Moscati" di Aversa. A finire in manette sono stati L.B., imprenditore 62enne, ritenuto il signore del trasporto indiscusso da e per il nosocomio normanno, e A.B.  27enne, figlio di un affiliato del clan dei casalesi, ritenuto dagli inquirenti uomo fidato di "Sandokan" Schiavone.

Per loro le accuse contestate, vanno dalla concorrenza sleale all’associazione camorristica con l’aggravante dell’intimidazione. I due sono stati arrestati  dalla Mobile di Caserta e rinchiusi nel penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, così come disposto dal gip Ferri, su richiesta del pm Antimafia Vincenzo Ranieri.

Secondo gli inquirenti, gli arrestati avrebbero controllato i vari reparti del Moscati di Aversa, dall’ortopedia alla gastroenterologia, dal Pronto soccorso alla chirurgia, arrivando a pedinare i dipendenti delle ditte avversarie. Tutto sarebbe stato coordinato da alcuni parenti del 27enne e da dipendenti del 62enne.

Ai pazienti invece, sarebbero state sottratte cifre esorbitanti, per un trasporto in codice rosso - per esempio - sarebbero stati chiesti ad un parete di un malato di Gricignano di Aversa 300 euro, anche se la tratta era di circa un chilometro. Tutto sarebbe stato possibile, poiché non vi erano concorrenti ad ostacolare l'attività. Gli unici elementi da tenere sotto controllo erano le eventuali parentele dei malati con esponenti delle forze dell’ordine e dei pagamenti che dovevano essere effettuati in casa e non in ufficio. La Dda ritiene che l'organizzazione si sia approfittata per lungo tempo della situazione di bisogno e di emergenza dei pazienti.

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