Da fedelissimo a traditore, novità sulla talpa che ha venduto Zagaria per 40mila euro

Michele Zagaria

A seguito delle indagini coordinate dalla Dda di Napoli, che ha portato all'arresto per associazione per delinquere di tipo mafioso, di Nicola e Giuseppe Inquieto, due fratelli imprenditori - uno residente ad Aversa, l’altro in Romania -  ritenuti appartenenti al clan dei Casalesi, fazione Zagaria, sono emersi altri elementi. Gli inquirenti hanno individuato nell'ambito dell'operazione Transilvania, il patrimonio societario e immobiliare per centinaia di milioni di euro in Romania, costituito da imprese edili, centri benessere, appartamenti già ultimati ed altri in costruzione.

Gli arrestati sono fratelli di Vincenzo Inquieto, l’idraulico proprietario dell’ultimo bunker di Zagaria, costruito nella villa di Via Mascagni a Casapesenna, dove si nascondeva il boss del clan dei Casalesi. Il bunker in cui fu intercettato "Capa storta" il 7 dicembre del 2011 si trovava proprio sotto il pavimento dell'abitazione degli Inquieto. L’indagine ha portato alla luce che i fratelli avrebbero avuto un ruolo strategico nella gestione di una fase della latitanza del camorrista. Da quel momento sarebbero incrementati gli investimenti esteri degli Inquieto, che hanno costruito un vero e proprio impero nell’Europa dell’Est.

Ma non è finita qui, dalle indagini infatti, sarebbe emerso che quarantamila euro sarebbero stati incassati per svelare il nascondiglio di Michele Zagaria. La ‘ricevuta di pagamento’ celerebbe il nome del ‘pentito’, ma i più vicini al boss attribuiscono il tradimento a Giuseppe Inquieto.

Nel corso delle intercettazioni è emersa anche la figura della moglie di Vincenzo Inquieto. Dai dati raccolti, compare anche la figura di Rosaria Massa, vicinissima al boss, la quale avrebbe parlato con la figlia della persona che ha portato alla cattura di ‘zio Michele‘. Per le due donne si tratterebbe di Giuseppe Inquieto.

Ma se da un lato, Inquieto è stato additato come il traditore, dall’altro diversi pentiti lo indicano come il fedelissimo, molti si chiedono come si sia potuto vendere per una somma di 40mila euro, proprio lui che avrebbe reso intoccabile il boss per un ventennio. Continuano intanto le indagini della DIA sull’uomo definito ‘Il paravento del capo dei capi’. 

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