Terrorismo islamico: due dei quattro tunisini arrestati risiedevano tra Casal di Principe e Villa di Briano

terrorismo islamico

Dopo le perquisizioni eseguite ieri all'alba dagli uomini della Digos tra Casal di Principe e Villa di Briano, nessun sigillo è stato apposto all'ingresso delle tre abitazioni dei tunisini arrestati con le accuse di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e traffico di documenti falsi.
Secondo l'antiterrorismo della Procura di Roma i quattro stranieri arrestati  avrebbero creato una vera e propria “industria” di documenti falsi per il terrorismo islamico. Tra i jihadisti agevolati da questo “mercato”, ci sarebbe Anis Amri, autore della carneficina compiuta in un mercatino di Natale a Berlino il 19 dicembre 2016, che procurò 12 morti e 56 feriti.

Due dei quattro tunisini - di 30 e 38 anni residenti a Casal di Principe e a Villa di Briano - intercettati e rinchiusi in carcere, farebbero anch'essi parte del gruppo di complici e fiancheggiatori del terrorista, per lui sarebbero infatti stati realizzati carta d’identità ed permesso di soggiorno falsi.

Gli extracomunitari non si sarebbero però limitati, secondo gli investigatori, a produrre solo documenti falsi ma anche libretti di circolazione, patenti e libretti di lavoro in formato elettronico da utilizzare in Francia. L'antiterrorismo ha scoperto che le cifre per l’acquisto dei documenti contraffatti variavano dai 100 ai 350 euro.

Gli inquirenti ritengono che ci sia un filone tutto campano sul terrorismo islamico. Ricordiamo che la Moschea più grande del Mezzogiorno si trova a San Marcellino, struttura più volte finita al centro delle indagini della magistratura.

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