Cocaina scomparsa dalla caserma di Aversa, assolti i tre finanzieri

guardia di inanza

Sono stati assolti, perché secondo il giudice il fatto non sussiste il maggiore della Guardia di Finanza, Francesco Nasta, e i suoi colleghi Pasquale Topa e Antonio Casciari. La sentenza è stata emessa venerdì scorso, presso il Tribunale di Santa Maria Capua, dal collegio del giudice Orazio Rossi.

Adesso accorerà attendere novanta giorni per il deposito delle motivazioni.

Nell'udienza del 27 gennaio, il pm aveva chiesto 10 anni di reclusione per Nasta e 8 anni per Topa e Casciari. Una storia che aveva fatto scalpore, visto il lavoro degli imputati, all'epoca dei fatti tutti in servizio presso la caserma di Aversa.

Nello specifico, Nasta era accusato di essersi appropriato di 4 chili di cocaina sostituita con dei panetti di Das, con lo scopo di mascherare il finto reperto custodito nella cassaforte della caserma di via Nobel. Casciari e Topa, invece, erano accusati di esserne stati complici nella falsa distruzione.

I fatti contestati agli ufficiali delle fiamme gialle, risalgono al 2010 e al 2012, quando Nasta ricopriva il ruolo di Comandante del Nucleo Operativo di Pronto Impiego ad Aversa. Le indagini furono avviate quando morì per overdose il finanziere Felice Stringile, di soli 26 anni. Un'altra morte, quella del 39enne Fabrizio Ferrara dell'unità cinofila, anch'egli in servizio presso la caserma normanna, contribuì a far intensificare le indagini. Durante i controlli, nella cassaforte contenente i reperti sottoposti a sequestro fu ritrovato un cartone che avrebbe dovuto contenere, così come indicato, quattro chilogranni di cocaina sequestrati qualche anno prima dalla Guardia di Finanza di Como, ma dello stupefacente non vi era alcuna traccia.

Inoltre, erano stati trovati i sigilli manomessi e al posto della droga ritrovato il Das e alcune riviste. L'ufficiale responsabile della cassaforte era Nasta, questo fu decisivo per le accuse nei suoi confronti. A metterlo nei guai, fu la relazione che inviò al Comando Provinciale della Finanza di Caserta il 19 gennaio 2012 in cui redigeva un elenco minuzioso di tutti i reperti conservati nella caserma di Aversa fino al 31 dicembre 2011.

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