Pagina Cultura

La scortecata, liberamente tratto da «Lo cunto de li cunti» di Giambattista Basile a Roccabianca (Parma)

La Scortecata

Acclamata regista teatrale, cinematografica e del teatro d’opera, Emma Dante propone mercoledì 24 gennaio alle ore 21.15 al Teatro Arena del Sole di Roccabianca il nuovo spettacolo “ La scortecata” interpretato da Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola. Due anziane donne quasi centenarie, il modellino di un castello fiabesco, due seggioline di legno e una porta, un lenzuolo bianco lungo, una parrucca rossa. È tutto qui. Questo è quanto basta ad Emma Dante e al pubblico per ritrovarsi, come d'incanto, in un altro mondo. “La scortecata” è una fiaba tratta da “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile sapientemente riadattata dalla regista palermitana. Un mondo fiabesco non convenzionale, in cui la protagonista non è una giovane e bella principessa dai capelli biondi, ma un'anziana donna in un corpo che non sopporta più. "Me so' stancat 'e essere vecchia" dice la donna alla sorella, sua unica compagna nella casa tumulo in cui si sono seppellite. Le due vecchie, stanche e sole, sembrano a malapena sopportarsi, ma hanno bisogno di tenersi per mano persino per sedersi sulle loro "segiulelle". Per far passare il tempo, nella loro miseria, inscenano ogni giorno la stessa storia. Il re, innamoratosi della voce di un'anziana donna e ingannato dalla bellezza del suo mignoletto liscio mostratogli dal buco della serratura, invita l'anziana a trascorre una notte d'amore. L'anziana donna accetta ma cela il suo corpo deforme tra il buio della stanza e il bianco dell'enorme lenzuolo che copre, e insieme mostra, l'amplesso degli amanti. Scoperto l'inganno però il re si infuria con la donna e la butta dal balcone. La vecchia non muore ma resta appesa a un albero. Da lì passa una fata che le fa un incantesimo, diventata una bellissima giovane il re la prende in moglie. Le due sorelle inscenano la favola con umorismo e volgarità, ma il lieto fine che aspettano non arriva mai e così la più giovane, novantenne, chiede alla sorella di scorticarla per sbiancare le pellecchie della carne e far uscire, dalla pelle vecchia, la pelle nuova ed essere, ancora, giovane e bella. Quella della Scortecata è una fiaba a cui non si fatica a credere nonostante le due anziane donne, come nella tradizione del teatro settecentesco, siano interpretate da due uomini. Non è necessario nemmeno eliminare la barba o nascondere il corpo longilineo. Nell'interpretazione di Salvatore D’Onofrio e Carmine Maringola, nei loro movimenti, nel timbro della voce, nei corpi piegati dagli acciacchi dell'età, si riconoscono i corpi di due vecchie donne. Lo spettacolo è un'ironica riflessione sulla vecchiaia, sul corpo, sulla bellezza dedicata, nelle intenzioni di Emma Dante, a tutti coloro che, sono riusciti ad invecchiare senza diventare adulti